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Riaprono le scuole, le opinioni dei DS

Gli alunni torneranno in classe il 20 settembre ma da oggi docenti e Ata tornano in servizio per garantire una corretta ripresa delle attività. I pareri dei dirigenti scolastici su questa nuova partenza in regime di pandemia

Comincia oggi per il personale della scuola il nuovo anno scolastico mentre la prima campanella, per gli studenti, suonerà il 20 settembre. Un inizio particolare con qualche incertezza legata al periodo pandemico che stiamo vivendo. La novità più importante, al momento, è la verifica del green pass affidata ai dirigenti scolastici. Un’operazione che potrebbe essere snellita ma che, al momento, deve avvenire giornalmente per tutti i dipendenti, docenti e Ata. Per il resto, in attesa di capire se si potrà contare o meno sull’organico aggiuntivo, sembra restare più o meno l’organizzazione del precedente anno scolastico. Catanzaroinforma ha chiesto il parere dei dirigenti scolastici degli istituti cittadini (e non solo), ponendo a tutti le stesse domande Da oggi cominciamo con la pubblicazione delle loro opinioni precisando che alcuni hanno preferito non esprimersi.

Maria Riccio –  dirigente IC “Casalinuovo”

di Mariateresa Rotundo

Anno scolastico ormai alle porte. La ripartenza è stata, a suo avviso, programmata con chiarezza?

Per quanto mi riguarda la situazione per la disposizione a livello logistico è uguale allo scorso anno, siamo organizzati allo stesso modo, a livello ministeriale, invece, non abbiamo ancora ricevuto indicazioni precise, ad esempio su alunni fragili o organico aggiuntivo, sia in riferimento ai collaboratori scolastici che agli insegnanti, in tal senso aspettiamo notizie e aggiornamenti.

Rispetto allo scorso anno ritorna al lavoro con più serenità?

Per come si è concluso il precedente anno scolastico speravamo di poter ripartire con più tranquillità, ma non è così. Con il Piano Scuola si era parlato di puntare alla socialità e ad attività d’incontro per permettere agli alunni di fare quelle esperienze che i mesi di lockdown hanno impedito, temo però che ci possano essere problemi in tal senso, per l’aumento dei contagi e le varianti in circolazione. Certo è che non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia perché il virus ancora circola.

Il Ministro Bianchi ha affermato che solo il 2,9% delle scuole in Italia, per lo più istituti tecnici, ha delle “classi pollaio”, per le quali si sta lavorando per garantire la didattica in presenza. La sua scuola rientra tra queste? Se si, come si sta muovendo per garantire sicurezza e distanziamento?

Relativamente agli spazi manteniamo al momento la stessa organizzazione dello scorso anno. Per quanto riguarda gli sdoppiamenti delle classi non abbiamo ancora ricevuto indicazioni, anche in riferimento alle classi della scuola dell’infanzia che lo scorso anno abbiamo dovuto sdoppiare, non sappiamo se l’organico in più che ci verrà assegnato servirà per lo sdoppiamento o meno. Da sottolineare, poi, due aspetti. Lo scorso anno scorso con organico aggiuntivo si è potuto sdoppiare ogni sezione dell’infanzia in due gruppi stabili e separati. Quest’ anno pare che tale indicazione sia solo per le classi pollaio di cui parlava il ministro. Pertanto, separare le sezioni con organico disponibile vorrebbe dire non poter garantire il tempo scuola fino alle ore 16 richiesto dai genitori. C’è poi anche qualche problema per la sala mensa, per la quale personalmente avevo fatto richiesta al comune di ampliamento. La soluzione potrebbe essere, come è accaduto per lo scorso anno, il pasto in aula, per il quale l’ASP ha già  inviato alle scuole il consenso, su esplicita richiesta.

Senza entrare nel merito se sia giusto o sbagliato il green pass per il personale, la preoccupa la fase del controllo?

Stiamo aspettando indicazioni e speriamo che siano chiare e fattibili, il controllo è giusto ma bisogna trovare un modo semplice e snello per farlo. La procedura, per una scuola come la mia che si sviluppa su più plessi, potrebbe essere complicata soprattutto se dovrà essere fatta quotidianamente.

Posto che per ora non c’è obbligo, c’è il rischio di creare discriminazioni tra alunni vaccinati e quelli che ancora non hanno il Green pass? Si parla per esempio di poter riorganizzare i viaggi di istruzione…

L’obbligatorietà per la fascia di età dei nostri ragazzi attualmente non c’è e mi auguro e credo che su tale aspetto si proceda con cautela. Non va dimenticato che noi abbiamo bambini piccoli che frequentano la scuola dell’infanzia e che non hanno l’obbligo di indossare la mascherina, credo che sugli alunni degli Istituti Comprensivi la questione Green Pass non si ponga.

Elisabetta Zaccone  – dirigente “Petrucci – Ferraris – Maresca”

di Mariateresa Rotundo

Anno scolastico ormai alle porte. La ripartenza è stata, a suo avviso, programmata con chiarezza?

L’avvio del nuovo anno scolastico è caratterizzato dalla consapevolezza che esistono criticità non risolte riguardanti prevalentemente variabili esterne al sistema scuola. Invece, per quanto riguarda le variabili interne, di cui al corposo piano scuola2021-2022 e al nuovo protocollo di sicurezza, si è pronti ad attivare tutti le misure possibili come la gestione degli spazi, il rispetto prossemico, i dispositivi anti-contagio come mascherine, presidi a base di gel, lavamano, altri prodotti per la sanificazione degli ambienti ecc.

Rispetto allo scorso anno ritorna al lavoro con più serenità?

L’esperienza maturata nel periodo pandemico ha determinato l’acquisizione di competenze sia dal punto di vista della Didattica, DAD, DID e classi virtuali, che per l’applicazione dei protocolli di sicurezza, dei regolamenti per il contrasto della diffusione del virus. Per cui, le attività didattiche saranno affrontate più serenamente in quanto si è coscienti di poter eventualmente prevedere anche la costruzione ragionata e guidata del sapere attraverso un’interazione docente – studente su piattaforme informatiche ormai consolidate, pur nella consapevolezza che nulla può sostituire a pieno ciò che avviene in compresenza con docenti e studenti interagenti nello stesso spazio fisico

Il Ministro Bianchi ha affermato che solo il 2,9% delle scuole in Italia, per lo più istituti tecnici, ha delle “classi pollaio”, per le quali si sta lavorando per garantire la didattica in presenza. La sua scuola rientra tra queste? Se si, come si sta muovendo per garantire sicurezza e distanziamento?

In merito allo sdoppiamento delle classi, l’Istituto é interessato in misura ridotta; anche in questo caso possono essere adottate le necessarie soluzioni dal punto di vista logistico. Sicurezza e distanziamento sono già garantiti da opportuni protocolli, aggiornati alle nuove indicazioni del MIUR.

Senza entrare nel merito se sia giusto o sbagliato il green pass per il personale, la preoccupa la fase del controllo?

Per i controlli del Green Pass si auspica che venga attuato quanto annunciato relativamente al controllo software centralizzato, piattaforma web, che dovrebbe assicurare alle scuole di conoscere in tempi congrui la situazione sanitaria dei docenti e di tutto il personale scolastico.

Posto che per ora non c’è obbligo, c’è il rischio di creare discriminazioni tra alunni vaccinati e quelli che ancora non hanno il Green pass? Si parla per esempio di poter riorganizzare i viaggi di istruzione…

Il Piano scuola indica che “Nei territori in zona bianca sarà possibile effettuare uscite didattiche e viaggi di istruzione, purché si permanga in aree del medesimo colore bianco. Lo svolgimento di dette attività sarà effettuato curando lo scrupoloso rispetto delle norme e dei protocolli.” La nostra scuola è vincitrice di un progetto Erasmus internazionale che coinvolge 7 paesi europei, sospeso e prorogato per 2 anni in attesa di indicazioni dall’Agenzia Nazionale.

Flora Alba Mottola –  dirigente IC Nord Est “Manzoni”

di Daniela Amatruda

Anno scolastico ormai alle porte. La ripartenza è stata, a suo avviso, programmata con chiarezza?
La scuola è parte sensibile del sistema sociale allargato. L’incertezza che caratterizza il dibattito pubblico in ragione delle caratteristiche mutevoli del contagio virale e la continua evoluzione della situazione epidemiologica inducono l’assunzione di provvedimenti in emergenza che come tali presentano la necessità di essere testati e validati nella loro applicazione.

Sono ancora in corso chiarimenti e confronti con il Ministero sulle misure recentemente adottate, che peraltro vedono anche i sindacati della scuola esprimere a riguardo posizioni differenziate.
Anche in tale contesto ancora incerto, le scuole e le comunità scolastiche esprimeranno ancora una volta la coesione e la capacità di operare costruttivamente, nell’interesse supremo del benessere e della tutela dei bambini e delle bambine e dei lavoratori della scuola. Ritengo a tal proposito che il rispetto dell’altro debba e possa essere, come sempre è stato nella storia umana, elemento attivo di civiltà e guida alla equilibrata ed efficace risoluzione di ogni necessità e circostanza.

Rispetto allo scorso anno ritorna al lavoro con più serenità? 

Abbiamo nel nostro bagaglio professionale un intenso anno di sperimentazione di accurati protocolli di prevenzione, tali da aver qualificato la nostra scuola, nell’a.s. 2020/2021 come ambiente a contagio Zero.  Cio’ si può evincere dall’accurato tracciamento dei limitati casi di positività registrati in corso d’anno e monitorati dal  Dipartimento di Prevenzione ASP: nessun caso positivo ha diffuso il contagio alla classe, risultando, allo screening, i compagni di classe costantemente esenti da trasmissione del contagio. La compartecipazione appassionata del personale scolastico al “compito” di prevenzione è stata corale e ciascuno per il suo ruolo e nella sua competenza ha lavorato in squadra. Basti pensare che abbiamo deliberato e praticato in ogni giorno dell’anno la misurazione della temperatura in entrata, tramite termoscanner a quanti, alunni, docenti, altro personale accedeva ai nostri locali.

Ripartiamo al lavoro nei nostri 18 plessi, forti di questa coesione positiva. Uniti affronteremo i nuovi adempimenti e l’anno di intenso lavoro che ci attende.

Il ministro Bianchi ha affermato che solo il 2,9% delle scuole in Italia, per lo più istituti tecnici, ha delle “classi pollaio”, per le quali si sta lavorando per garantire la didattica in presenza. La sua scuola rientra tra queste? Se sì, come si sta muovendo per garantire sicurezza e distanziamento?

Come IC Catanzaro Nord Est Manzoni, configurato su 18 plessi, abbiamo costantemente promosso e difeso il modello di scuola di prossimità, scuola diffusa io la definisco, vicina ai luoghi di residenza dei bambini e fortemente radicata nei quartieri dell’hinterland cittadino, dai quali attingiamo ricchezza di relazioni, variegata esperienza e complessità. Il nostro modello ha consentito il minore accentramento, numeri congrui di alunni per classe e la disponibilità di spazi pienamente adeguati alle esigenze formative dei nostri allievi. L’attenzione al singolo alunno è massima, come testimoniano i riscontri registrati nelle prove Invalsi che ci collocano con esiti pari e superiori alla media delle macro aree e pari e superiori alla media nazionale negli aspetti piu’ sensibili dell’apprendimento scolastico, quale ad es, l’ambito matematico. Attendiamo con ansia la restituzione dei risultati delle ultime prove per analizzare l’impatto recente della Dad sulla didattica.

Già lo scorso anno avevamo realizzato di concerto con l’Ente Comune interventi edilizi di ampliamento di taluni spazi aule e garantito il distanziamento in tutte le classi. Laddove per ragioni strutturali, in poche classi, tali modifiche non sono state praticabili abbiamo sopperito richiedendo all’USR Calabria l’organico Covid e sdoppiando i gruppi classe.
Attualmente costituisce motivo di rammarico la contrazione degli stanziamenti relativi a tale organico aggiuntivo: 50 mila ATA e 25 mila docenti, questi i numeri dello scorso anno scolastico relativi alle assunzioni extra per l’emergenza sanitaria nelle scuole, mentre nell’ormai prossimo anno scolastico saranno invece 20 mila gli insegnanti e 22 mila gli ATA, come spiegato nel parere tecnico MI 1237.

Tali risorse non saranno piu’ impiegate per la riduzione dei gruppi classe, come riterremmo prioritario, ma bensì per il recupero ed il potenziamento degli apprendimenti, che a mio giudizio compete elettivamente ai team docenti di classe e potrebbe essere sostenuto con apposite iniziative a cura delle scuole stesse.

Senza entrare nel merito se sia giusto o sbagliato il green pass per il personale, la preoccupa la fase del controllo? 

Quando accennavo a provvedimenti assunti che ancora presentano la necessità di essere testati e validati nella loro applicazione mi riferivo appunto alla verifica in ingresso del lasciapassare. Le soluzioni tecniche sono ancora al vaglio del Ministero che sta approntando una piattaforma dedicata. Nella prima fase, transitoria, adotteremo ogni cautela atta ad armonizzare la necessità della verifica in entrata con i diritti soggettivi, non ultimo quelli connessi alla privacy. Anche in questo caso è già in fase operativa l’impegno coeso del personale tutto della nostra scuola.

Posto che per ora non c’è obbligo, c’è il rischio di creare discriminazioni tra alunni vaccinati e quelli che ancora non hanno il Green pass? Si parla per esempio di poter riorganizzare i viaggi di istruzione…

Questa domanda mi consente di precisare taluni passaggi normativi di fondamentale importanza e di prezioso supporto alle scelte gestionali delle scuole, ma che nel dibattito pubblico vengono poco valorizzati. Preciso come segue:

Le disposizioni dai commi da 1 a 8 dell’art. 9 dl 52/21 istituiscono e regolano il nostro green pass.

L’art. 4 del nuovo decreto legge 105/21 ha posto oggi talune modifiche al precedente art. 9 del dl 52/21 istitutivo del green pass italiano, ed in special modo al punto 2 della lettera e) dell’art. 4, 2° comma dl 105/21 si legge quanto segue: “Le disposizioni dai commi da 1 a 8 continuano ad applicarsi ove compatibili con i regolamenti UE 2021/953 e 2021/954 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2021”.

Dunque l’art. 4, intervenendo sull’art. 9, 9° comma del dl. 52/2021, ci dice che il green pass può continuare ad applicarsi “in quanto compatibile” con i regolamenti UE 2021/953 e 2021/954 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2021.

Si tratta di una conclusione evidente, poiché, appunto, la legislazione interna non può derogare a quella EU, e quindi, necessariamente, l’art. 9 dl 52/21, per come integrato dall’art. 4 dl 105/21, deve rispettare i regolamenti UE 2021/953 e 2021/954.

Il regolamento UE 2021/953 nella sua corretta traduzione statuisce al punto 36 quanto segue:

“È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino COVID 19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate. Pertanto il possesso di un certificato di vaccinazione non dovrà costituire una condizione preliminare per l’esercizio del diritto di libera circolazione”

Ciò in conformità, peraltro, alla precedente risoluzione del Consiglio di Europa – Assemblea parlamentare – n. 2361/2021 del 27 gennaio 2021, la quale indirizzava gli Stati a non rendere obbligatoria la vaccinazione anti Covid 19 e a non usarla come discriminante tra lavoratori.

Al di là delle opinioni che su questa scelta ognuno può avere, ritengo che la non differenziazione nel trattamento dei bambini e delle bambine sia compito elettivo cui è chiamato il Dirigente scolastico e la scuola tutta. Cio’ anche al fine di contribuire ad un clima di serenità e cooperazione, elemento essenziale al fronteggiamento efficace dei tempi di crisi. E contestualmente ad evitare illegittime disparità di trattamento tra minori e conseguenti contenziosi.

 Susanna Mustari – dirigente Liceo Statale “T. Campanella” – Lamezia Terme

di Alessia Burdino

Anno scolastico ormai alle porte. La ripartenza è stata, a suo avviso, programmata con chiarezza? 

L’organizzazione del rientro in presenza ha risentito fortemente della congerie normativa ancora in corso. Nonostante le indicazioni contenute nel Piano scuola 21-22 e nel recente DL 111 del 6 agosto 2021, resta ancora fumosa la questione delle verifiche giornaliere dei Green pass per il personale scolastico, da dipanare con apposito DPCM.   Nessuna certezza sulla reale efficienza del sistema dei trasporti i cui mezzi dovranno rispettare la capienza massima dell’80%, sull’armonizzazione tra il prescritto rientro in presenza al 100% e il necessario distanziamento, anche se muniti di DPI, sulla gestione organica del controllo delle certificazioni verdi, sulla carenza degli spazi aula, sull’utilizzo dei tamponi, sugli organici COVID e su tanto altro ancora. E’ un nodo gordiano che spetta sciogliere ai decisori politici prima che ai dirigenti scolastici.

Rispetto allo scorso anno ritorna al lavoro con più serenità? 

Si torna con maggiore fiducia, se consideriamo i dati confortanti della campagna vaccinale effettuata nella scuola, ma in merito alle possibili ulteriori ondate pandemiche, alle eventuali quarantene, alle difficoltà di sostituzione del personale, ecc… non ritengo prudente azzardare pronostici.

Il Ministro Bianchi ha affermato che solo il 2,9% delle scuole in Italia, per lo più istituti tecnici, ha delle “classi pollaio”, per le quali si sta lavorando per garantire la didattica in presenza. La sua scuola rientra tra queste? Se si, come si sta muovendo per garantire sicurezza e distanziamento?

Il corposo incremento delle iscrizioni al Liceo “T.Campanella” ha reso necessaria la richiesta – al momento inevasa – di spazi e di personale organico aggiuntivo, anche per rendere possibile lo sdoppiamento di alcune classi. Un recente bando emanato dalla Provincia di Catanzaro per il reperimento di locali viciniori lascia, comunque, ancora intravedere qualche possibilità di risoluzione delle criticità prima del 20 settembre p.v., data prevista per l’inizio delle lezioni. Intanto, la scuola ha posto in essere un Piano di rientro che prevede più ingressi nell’edificio, un’articolazione oraria con rotazione delle classi e varie misure di sicurezza per evitare soste ed assembramenti, nel pieno rispetto delle indicazioni contenute nel Piano scuola 21-22.

Senza entrare nel merito se sia giusto o sbagliato il green pass per il personale, la preoccupa la fase del controllo? 

Si, se si considera l’assenza di personale aggiuntivo preposto alla verifica quotidiana delle certificazioni verdi tramite l’App “VerificaC19”. Certamente se le procedure di controllo non verranno snellite tramite l’attesa piattaforma esplicativa, sarà inevitabile un forte rallentamento nell’inizio delle lezioni giornaliere e nel lavoro degli uffici di segreteria. Si spera che l’imminente emanazione del DPCM chiarisca i nostri dubbi entro pochi giorni, anche in riferimento alle correlate problematiche connesse alla raccolta e gestione dei dati e, naturalmente, alla privacy. Al momento, le nostre disposizioni tengono conto della nota MI n.1260 del 30 agosto 21, del Piano scuola 21-22  e del parere tecnico fornito con nota MI n. 1237 del 13 agosto 21 al DL. 111 del 6/08/21.

Posto che per ora non c’è obbligo, c’è il rischio di creare discriminazioni tra alunni vaccinati e quelli che ancora non hanno il Green pass? Si parla per esempio di poter riorganizzare i viaggi di istruzione…

Allo stato attuale non essendo previsto alcun Green pass per gli alunni, non sussiste alcun rischio di discriminazione o monitoraggi vaccinali, mentre garantiamo – con l’impiego di risorse di personale e di fondi previsti dal “decreto Ristori” – il rispetto delle misure attentive e precauzionali in termini di distanziamento, sanificazione degli ambienti, divieto di assembramento e allestimento di spazi idonei a garantire il giusto equilibrio tra il reale bisogno di socialità e la sicurezza. Per i viaggi di istruzione al momento non ci sono prescrizioni aggiuntive, oltre al limite di capienza max dell’80% sui mezzi di trasporto che potranno viaggiare solo tra zone bianche. Ma – si sa – ormai siamo abituati a lavorare in progress e con cautela, per cui mi sembra azzardato ipotizzare scenari molto in là nel tempo. Di certo, la nostra scuola ha all’ attivo diversi progetti Erasmus plus in Europa che non possono essere tralasciati. Noi continueremo a lavorare con la serietà e l’entusiasmo che da sempre ci contraddistingue, consapevoli dei rischi ma anche dei diritti e delle opportunità formative che spettano ai nostri studenti.