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Studente Umg che chiedeva esame in remoto per condizioni di salute, la risposta del Rettore

Giovanbattista de Sarro: "La richiesta è stata tardiva. Dal nostro ateneo solidarietà ma anche rigore"

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In riferimento alla notizia dello studente dell’Umg che aveva chiesto per via delle sue condizioni di salute di sostenere un esame in remoto, richiesta tardivamente negata dall’Ateneo riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota del Rettore (Clicca qui)

Su alcuni organi di stampa e social è apparsa una narrazione sconcertante di fatti e di regole.
Uno studente, nella giornata di sabato, 9 ottobre, alle ore 15:25, invia e-mail al Rettore dal seguente contenuto: “Buonasera, … sono uno studente iscritto al CdL in Giurisprudenza nell’A.A. 2017/2018. Mi sono iscritto all’appello di giorno 11 Ottobre di Diritto Processuale Civile ma per cause mediche confermabili con idonei certificati non potrò sostenere l’esame in presenza poiché dovrò recarmi in ospedale a Roma il suddetto giorno. Chiedo pertanto, in deroga alla normativa vigente, di poter straordinariamente tenere l’esame in modalità telematica, approfittando degli spazi concessi dal nosocomio per il collegamento. In attesa di risposta vi ringrazio anticipatamente e vi auguro una buona serata”.

L’UMG, dal 1° settembre, ha inteso riprendere un regime di normalità post Covid, avviando tutte le attività didattiche, rigorosamente, in presenza. Il massimo rigore è stato adottato per lo svolgimento delle prove d’esame, giacché la presenza dello studente consente al docente una più fedele valutazione della preparazione. Il Senato Accademico ha consentito deroghe, in ipotesi assai circoscritte: per gli studenti che risultino residenti in zona rossa o sottoposti a quarantena fiduciaria, attestata dalle competenti autorità sanitarie territoriali; e per gli studenti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute, ai sensi dell’art. 1, comma 6, D.L. 6 agosto 2021, n. 111. Con riferimento a “casi particolari” e a seguito di specifiche e motivate istanze, il Rettore può disporre deroghe, sulla base di parere fornito da Organo Tecnico o dalla singola Struttura Didattica.
Le ragioni di impedimento oggettivo alla presenza fisica sono innumerevoli e tutte plausibili, là dove fondate su cause oggettive; ma l’Ateneo ha affidato alla consulenza dell’Organo Tecnico l’esito della valutazione al fine di limitare la deroga, “in casi particolari”, alle sole ipotesi nelle quali, per sue condizioni personali, lo studente versi in “condizione di aumentato rischio di esposizione all’infezione da SARS-CoV-2”.
L’istanza dello studente recava il mero riferimento ad un impedimento oggettivo (degenza ospedaliera), ma non adduceva alcun dato, dal quale l’Organo Tecnico potesse desumere un aumentato rischio di esposizione all’infezione. Pertanto, l’istanza – come (genericamente) formulata – non poteva essere accolta.

Un disservizio dell’Ateneo? La richiesta dello studente è stata tardiva: l’appello di Diritto Processuale Civile si è svolto dalle 9:30 alle 12:00 di lunedì, 11 ottobre; l’istanza è stata inviata sull’account istituzionale del Rettore, alle 15:25 di sabato, 9 ottobre. Com’è ragionevole attendersi, l’istanza è stata letta nella giornata di lunedì. Certamente, lo studente era impegnato in ben più significative incombenze, inerenti al suo stato di salute; ma i tempi scandiscono un dato di fatto.
Con dolore, dalla lettura dei giornali, abbiamo appreso della patologia che affligge lo studente; e, purtroppo, casi analoghi sono in preoccupante aumento, tra gli studenti dell’UMG, a partire dal tempo dell’emergenza sanitaria. E altrettanto numerosi sono i casi di studenti che convivono con familiari affetti da patologie gravi, ai quali devono prestare assistenza giornaliera.

A costoro, l’Ateneo dimostra quotidiana solidarietà, assicurando attività tutorie, in varie forme e modalità, anche da remoto; ma per le verifiche in sede di prova d’esame, l’UMG intende continuare ad osservare un doveroso rigore, assicurando lo svolgimento delle attività in presenza. Ciò non significa, certo, disattenzione verso situazioni che richiedono più ampio sostegno, ma è necessario che le eventuali deroghe siano giustificate da una congruenza con ragioni ostative alla presenza fisica, strettamente inerenti alla situazione di emergenza sanitaria.

Il Rettore
Prof. Giovambattista De Sarro

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