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Il Liceo Coreutico “Tommaso Campanella” danza al Teatro Comunale di Soverato foto

Hanno aperto la serata mettendo in scena “Dagli abissi al cielo: l’Inferno” con le coreografie di Roberto Tripodi

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    La quarta classe del Liceo Coreutico del Tommaso Campanella sabato sera ha raggiunto il Teatro Comunale di Soverato e si è esibita insieme a grandi nomi della danza contemporanea, accogliendo l’invito di Filippo Stabile, direttore artistico di “Ramificazioni Festival”.

    Invito accolto con grande entusiasmo dalla Dirigente Scolastica Susanna Mustari, che ha ribadito come la scuola rappresenti la pista di decollo di tanti giovani talenti i quali vengono sorretti e accompagnati, spronati a dimostrare il loro valore e le loro naturali inclinazioni.

    Nel porgere i ringraziamenti, gli insegnati Licia Di Salvo e Roberto Tripodi, rispondendo alla domanda di Stabile, hanno ribadito come la scuola accompagni il talento offrendo una mappa di competenze culturali il più possibile inclusiva: “La danza suppone un rapporto con la propria corporeità, con la propria sensorialità, con il proprio senso dello spazio. Tale rapporto è naturale, ma è atteso a divenire culturale. E la scuola non è afona rispetto a questo tema. Danzare significa anche conoscere, comprendere, apprendere”.

    E’ necessario, infatti, comprendere i setting culturali insiti nella Storia, nella Musica, nella Poesia, nella Filosofia; rispetto non all’assetto lineare e nozionistico della materia scolastica, ma dentro le logiche disciplinari profonde che animano un sapere e che consente ad uno studente di maturare e trovare il nesso con il proprio talento.

    A dimostrazione di ciò, come conciliare gli studi liceali e l’arte della danza, gli alunni del Liceo Coreutico Tommaso Campanella di Lamezia Terme hanno aperto la serata mettendo in scena “Dagli abissi al cielo: l’Inferno” con le coreografie di Roberto Tripodi, coniugando l’arte della parola, i versi del Sommo Poeta, e l’arte nobile della danza: corpi danzanti nella poesia del Poeta eterno, vibrazioni culturali che i giovani danzatori hanno donato ad un pubblico attento ed emozionato. Così come grande è stata l’emozione degli insegnanti presenti nel vedere danzare i loro alunni: la passione nel lavoro è indubbiamente un’arma vincente; trasferirla, aggiunge Tripodi, è “la sintesi dell’arte”.

    La serata è continuata con i grandi nomi della danza italiana: Simona Bucci, già danzatrice solista della Alwin Nikolais Dance Company di New York e Marco Batti Maestro e coreografo di lunga esperienza.

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