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Lettera aperta di una studentessa: “Dobbiamo avere paura del virus non della Dad”

All'indirizzo di Occhiuto, Draghi e Bianchi. Poi l'appello ai coetanei: "Vacciniamoci tutti"

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    Riceviamo e pubblichiamo

    Cari Ministro Bianchi, Premier Draghi e Presidente Occhiuto, mi permetto di scrivere contestualmente a tutti Loro in qualità di studentessa liceale eletta nella consulta provinciale di Catanzaro. Dal febbraio 2020, per noi tutti la vita è cambiata e con essa la quotidianità.

    Citando Darwin: “Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento”, ed è proprio questo ciò che stiamo facendo da ormai 2 anni. Il vantaggio oggi, al contrario delle pandemie precedenti, rispetto a quella odierna è l’attuale sviluppo delle tecnologie, che ci ha permesso, comunque di relazionarci. Pertanto ciò di cui avremmo avere più paura oggi è il virus, non la DAD.

    La Scuola è un luogo sicuro perché rispetta le regole ma, al di fuori di essa, ho molte riserve ed è li che viviamo il rischio della quotidianità, ovvero nel secondo scenario.

    Mi riferisco in particolare all’atavica ed ora diventata esplosiva questione dei Trasporti,

    Essi infatti sono soggetti a: continui assembramenti, ragazzi volte senza mascherina, costretti a restare in piedi per viaggi che, da semplici tragitti casa/scuola , si trasformano in occasioni ad altissima probabilità di contrarre il virus e di portarlo a casa a nonni e bambini che per motivi di salute o età non possono vaccinarsi. Davanti ad un numero abnorme di contagiati in continua crescita, perché, allora, non prendere in considerazione la DAD? Viviamo di tecnologia che nel 2022 deve essere vista come risorsa e non come penalità, in ogni settore.

    I virologi prevedono il picco dei contagi nelle seconda metà di gennaio, bisognerebbe dar loro ascolto già da adesso mettendoci in sicurezza prima che sia troppo tardi. Noi Studenti di tutta Italia non vediamo l’ora di tornare a scuola per vivere quelli che ricorderemo, o meglio, dovremmo ricordare come i migliori anni della nostra vita, ma vogliamo farlo in piena sicurezza e oggi non credo sarebbe proprio così.

    Mi rivolgo anche ai ragazzi di tutta Italia e invito ognuno di loro, qualora non lo avesse ancora fatto, a vaccinarsi, riponendo la fiducia che merita nella scienza e promuovendo una campagna di sensibilizzazione così come il Coordinamento regionale delle Consulte della Calabria ha già fatto ottenendo il massimo consenso a tutti i livelli. Vogliamo credere in uno Stato che metta la Salute e il Bene delle Persone prima di ogni cosa e spero con tutto il cuore che ciò accada sin da subito.

    Cordialmente,

    Giulia Talaia

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