Quantcast

Rinviare la riapertura delle scuole? Ecco cosa ne pensano i dirigenti scolastici di Catanzaro

Incertezza e preoccupazioni nelle prese di posizione dei presidi che operano nel capoluogo e nelle zone limitrofe

Più informazioni su

Una richiesta accorata ma decisa quella recapitata al Governo con una lettera aperta da migliaia di presidi di tutta Italia. Chiedono il rinvio della riapertura scuole almeno per quanto riguarda le lezioni in presenza visto l’aumento dei contagi e la difficoltà di garantire la sicurezza. Ma cosa pensano in merito i dirigenti scolastici catanzaresi?

Ne abbiamo sentiti alcuni tra Catanzaro e le zone limitrofe abbiamo chiesto  loro se hanno firmato o meno la petizione relativa alla richiesta di Dad per almeno due settimane,  se pensano siano sufficienti  queste misure per evitare la diffusione del virus e quali sono secondo loro le difficoltà pratiche nella gestione dei dati relativi alla vaccinazione degli alunni e quindi alla conseguente gestione di lezioni in presenza/dad qualora si presentassero dei contagi. Ecco le loro dichiarazioni (a cura di Daniela Amatruda, Laura Cimino, Antonia Opipari, Maria Teresa Rotundo)

 

 

Stefania Cinzia Scozzafava Polo didattico Convitto Galluppi“Non ho ancora firmato la lettera ma ne condivido il contenuto. Le scuole sono luoghi sicuri, i protocolli anti-covid sono applicati con grande attenzione, ma è pur vero che il discorso cambia se all’esterno nell’ultimo periodo sono aumentate le possibilità di contagio. Ad oggi abbiamo difficoltà pratiche nella gestione dei dati relativi alle vaccinazioni dei nostri studenti, che sono in una fascia d’età in cui non è previsto l’obbligo vaccinale e, al momento, per privacy non possiamo chiedere certificazione che attesti la vaccinazione. Questo aspetto non è da sottovalutare per la gestione di eventuali contagi e il passaggio dalle lezioni in presenza alla dad. Rimaniamo in attesa di deroghe per poter capire come muoverci per ottenere documento di avvenuta certificazione o eventuali autocertificazioni da parte dei genitori.”

 

Cinzia Emanuela De Luca, IC Don Milani : «Premettendo che, per quanto mi riguarda, la scuola si fa in presenza, ho comunque aderito all’istanza per un motivo molto semplice: non c’è personale. E questo non soltanto per la nota problematica di contagi e positività da Covid-19, ma perché c’è anche dell’organico che è stato sospeso per non aver fatto il vaccino e nominare i supplenti è una procedura lunga, macchinosa che, a mio avviso, andrebbe snellita al più presto; tra l’altro non è nemmeno detto che il supplente accetti l’incarico dal momento che la situazione dei contagi è tale che molti sono in isolamento o ammalati! La scuola è comunque un luogo sicuro per gli alunni. Anche nelle sezioni per i più piccoli, che non portano la mascherina ad esempio, le regole anti contagio sono rigorosissime e i docenti le rispettano alla lettera». 

«Gestione contagi? Noi dirigenti non sappiamo proprio come operare: siamo tenuti alla privacy, ma dobbiamo attivare la Dad… forse il Ministro dovrebbe spiegarci meglio come fare. Per quanto riguarda l’esperienza del Don Milani, l’Asp è presente e collaborativa nella gestione dei tracciamenti in caso di positività, lo è sempre stata. Tuttavia necessitiamo di indicazioni più specifiche sul come comportarci». 

 

Filomena Rita Folino,Liceo Scientifico “Luigi Siciliani”  «Il vero problema per quanto riguarda la diffusione del contagio non è mai stata la scuola di per sé, bisogna sottolinearlo. E, a maggior ragione, dal momento che i ragazzi vengono da quindici giorni di vacanze natalizie, credo sia utile allungare la data per il rientro tra i banchi e, nel frattempo predisporre tutte le procedure di prevenzione del caso. Quindi sì, sono favorevole alla richiesta avanzata dagli altri colleghi dirigenti, anche se non saprei dirle se due settimane possano essere sufficienti o meno».   «Non abbiamo ancora indicazioni sul discorso vaccinazioni e non sappiamo come fare. Semplicemente. Certo serve celerità da parte dell’Asp. Per il momento aspettiamo delucidazioni». 

Rosetta Falbo,  Istituto comprensivo Mater Domini ‘In una situazione gravissima di contagi come quella si sta vivendo, il diritto all’istruzione è più garantito a distanza che non in presenza. Perché con numerosi contagi già certi tra docenti, alunni e collaboratori scolastici, non si può garantire un regolare servizio.
‘Sono pertanto tra i firmatari della petizione presentata al governo da parte dei dirigenti scolastici italiani per procrastinare la riapertura in presenza delle scuole.
Ho condiviso l’appello perché abbiamo difficoltà ad aprire la scuola, io continuo a ricevere telefonate e mail di docenti attualmente positivi al Covid, ho al momento quattro collaboratori scolastici positivi, non sappiamo come riaprire le scuole, e mi arrivano tante mail di genitori che mi comunicano la positività dei bambini o la propria. Da quando siamo in pandemia una situazione così preoccupante non l’avevamo ancora mai sperimentata.
Abbiamo difficoltà ad assicurare il servizio, dovremmo chiedere ai genitori di portare a casa i bambini perché non sappiamo come fare.
E’ difficile prevedere se due eventuali settimane di posticipo delle lezioni in presenza possano essere sufficienti per sentirsi più sicuri, di certo potrebbero essere un aiuto. I ragazzi non perderebbero nulla perché farebbero la didattica a distanza, però si tutelerebbe così la salute dei ragazzi e soprattutto si garantirebbe loro il diritto alla studio, il diritto all’istruzione, perché in questo modo davvero non sappiamo come gestire praticamente la scuola.
Come è noto infine noi dirigenti per la legge sulla privacy non possiamo chiedere chi sia vaccinato tra gli alunni e chi non lo sia, ci dicono di fare un discrimine tra vaccinati e non ma in effetti noi non abbiamo nessun diritto di conoscere poi nello specifico questi dati, ciò rende ancora meno facile il nostro modo di procedere nel gestire questo grave momento

Isabella Marchio, dirigente scolastico IC di Botricello: «Per quello che ho potuto constatare io, sono già molti i sindaci del comprensorio che non apriranno gli istituti scolastici dei propri comuni prima di essersi sincerati che la situazione possa essere mediamente sotto controllo. E questo mi consola. No, non si può tornare in classe ora perché stiamo vivendo una contingenza ingestibile e lo era già tra il 20 e il 23 dicembre scorsi a ridosso della vacanze natalizie. La Dad non piace agli studenti e non piace agli insegnanti e vorremmo scongiurarla, ma non possiamo. Non adesso. Sinceramente non so dire ora se due settimane possono essere sufficienti o meno; sicuramente permetterebbero ai più di vaccinarsi e riprendere con rinnovata serenità, sempre senza abbassare la guardia. Ho anche dato disponibilità perché la scuola di Botricello possa diventare un punto vaccinale per i bambini». 

Ci sono anche difficoltà oggettive per il docente di dover seguire i ragazzi in classe e da casa. Dad e scuola in presenza sono la stessa cosa e non è concepibile tenerli insieme». 

Elena De Filippis dirigente scolastico Liceo classico “Galluppi”

“Sono assolutamente contraria alla Dad, di cui subiamo le conseguenze quotidianamente. Avremo un’intera popolazione giovanile condannata all’ignoranza ed all’anomia! Stadi, ristoranti, teatri e cinema aperti e scuola chiusa? Si vergognassero! Dopo questi due anni di dad, nonostante gli sforzi della scuola, gli studenti hanno appreso pochissimo. E come se non bastasse, anche il loro comportamento a scuola è avvilente. Non hanno più rispetto per le regole, ogni giorno devo intervenire con provvedimenti disciplinari. Non era mai accaduta una cosa simile nella nostra scuola. I giovani stanno vivendo un forte disagio, non sanno più convivere con gli altri. La dad è un mezzo semplice per soluzioni facili, ma che sta condannando i nostri ragazzi”.

Teresa Agosto – Liceo “Fermi” “Come dirigente di un istituto scolastico di secondo grado ritengo che la dad non sia risolutiva per evitare il contagio. I ragazzi dai 14 ai 19 anni anche se non vengono a scuola, frequentano altri luoghi dove possono contagiarsi. Al momento la scuola è uno dei luoghi più sicuri perché le regole di sicurezza vengono rispettate. Qualora si decida per un rientro a scuola posticipato, mi auguro che questo tempo venga utilizzato per incrementare il numero di vaccinati tra adulti e ragazzi. Inoltre, attendiamo indicazioni in merito al controllo delle vaccinazioni poiché, come è noto, il Garante per l’infanzia ha già chiarito che non possiamo effettuare questa verifica”.

Antonio Bulotta, IC Cropani – Simeri Crichi: «Ho appreso dell’istanza dei media. Più che per la Dad vera e propria, la mia idea è quella di optare  per il  “sistema misto” tra presenza e Didattica a distanza ovvero la DDI che permetterebbe di provvedere alla mancanza di personale e tutelare l’aspetto relazionale degli alunni. Personalmente penso che la Dad debba essere attivata nel rispetto delle  normative nazionali che ne regolano l’attivazione in base al rischio di contagio in riferimento ad uno specifico contesto. La soluzione migliore è continuare e incentivare la campagna vaccinale e io stesso ho dato la disponibilità per creare un punto vaccinale nella scuola che dirigo».

«Per quel che riguarda le preoccupazioni circa la tutela della privacy, in riferimento ad esempio all’uso delle mascherine ffp2 degli alunni vaccinati, ritengo che sia opportuno bilanciare il diritto alla privacy con il diritto all’istruzione in presenza con il diritto alla salute».

Più informazioni su