Quantcast

Al Gutenberg 2022 incontro con il filosofo Orlando Franceschelli

Si è parlato di una cittadinanza solidale contro i mali comunu

Più informazioni su

Devastazioni ambientali, riduzione di biodiversità, rischi di ricorrenti pandemie, ingiustizie, disuguaglianze sono i “mali comuni” che riguardano oggi ciascuno di noi e l’intero pianeta e che impongono un radicale mutamento del nostro atteggiamento verso la costruzione di una cittadinanza filosofica e solidale.

A riflettere sul tema, in un incontro promosso nell’ambito della Fiera del libro Progetto Gutenberg di Catanzaro, è stato il filosofo Orlando Franceschelli, autore di “Nel tempo dei mali comuni. Per una pedagogia della sofferenza”. Un animato dibattito a cui hanno partecipato docenti e studenti del Liceo Classico “P. Galluppi” e del Liceo Scientifico “L. Siciliani” di Catanzaro. Ad aprire gli interventi sono stati i professori Giuseppe Cosentino e Antonella Letta, dei rispettivi istituti scolastici, lasciando poi la parola ai contributi della dirigente del “Galluppi”, Elena De Filippis, e dell’ideatore di Gutenberg, Armando Vitale.

Le questioni dell’ambiente e dei rischi legati anche ad un uso irresponsabile del progresso tecnico-scientifico sono presenti da sempre nel progetto, giunto alla 19esima edizione, e declinati anche quest’anno nei diversi testi selezionati dalla rete delle scuole calabresi coinvolte.

L’individualismo, l’indifferenza, le rimozioni, addirittura il cinismo presenti nelle nostre società non rischiano di far apparire la “Pedagogia della sofferenza” un progetto irrealizzabile, una nuova utopia? Lo sfruttamento delle risorse naturali ad opera di un capitalismo sempre più predatorio non appare irreversibile e senza alternative? Il ritirarsi nel virtuale e la fiducia nel “futurismo dei vincitori” non denunciano il rifiuto di confrontarsi con la sofferenza e con la morte? Queste alcune delle riflessioni poste all’autore, che ha colpito per l’empatia e la sensibilità premiate dagli studenti con un forte applauso e sentita partecipazione.

Franceschelli rivendica il ruolo che la “buona filosofia offre nella ricerca del modo in cui bisogna vivere, della saggezza terrena che coniuga pensare e fare, fare e pensare, in nome della eco-appartenenza, di una natura di cui anche noi siamo parte”. Studioso di Karl Löwith, di Darwin e dell’evoluzionismo, al passo con i risultati più aggiornati delle scienze, Franceschelli ha ribadito che la sua “pedagogia della sofferenza è mossa da una realistica analisi del presente, sempre guidata dal discernimento di bene e male, e anche sostenuta dai risultati dell’antropologia evoluzionistica, nella convinzione forte che della sofferenza non c’è redenzione e che l’impegno pedagogico è unicamente affidato alla responsabilità individuale e collettiva

Più informazioni su