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Ic Mattia Preti, al via oggi il progetto Erasmus+ Food

Dal 27 al 31 maggio la scuola ospiterà 56 alunni e docenti provenienti dalle scuole partners: Polonia- Romania- Battipaglia

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    Al via oggi il Progetto Erasmus+ F.O.O.D. is Friendship, Opportunity for Obscuring Disadvantage; una esperienza unica per gli alunni dell’IC M. Preti di Catanzaro.

    Dal 27 al 31 maggio la scuola ospiterà 56 alunni e docenti provenienti dalle scuole partners: Polonia- Romania- Battipaglia.
    “I nostri alunni – comunica una nota stampa – parte attiva dell’organizzazione di questa mobilità, sono stati coinvolti, insieme alle loro famiglie, in diverse fasi dell’organizzazione. Hanno curato l’allestimento della scuola, hanno preparato balli tipici da condividere con i partners, le famiglie si stanno occupando della preparazione della cena europea che si terrà a scuola; hanno studiato la storia di Catanzaro e i principali monumenti per essere in grado di illustrarli, sotto la supervisione di guide turistiche professioniste, in inglese ai loro coetanei.

    Il tutto sotto la guida dei docenti Erasmus della scuola che hanno raccolto le idee degli alunni e coordinato le attività. Dal 31 maggio al 4 giugno i nostri alunni e i docenti saranno in mobilità presso l’IC Gatto di Battipaglia in quella che sarà l’ultima mobilità di questo progetto che è riuscito ad andare avanti nonostante le difficoltà legate alla pandemia e in ultimo alla guerra in Ucraina.
    La Dirigente Scolastica prof.ssa Michela Adduci sottolinea l’importante obiettivo che persegue il progetto e spiega come lo sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica si concretizza attraverso la promozione dell’educazione interculturale, la valorizzazione e il rispetto delle differenze e il dialogo tra le culture, la solidarietà e lo sviluppo della consapevolezza dei diritti e dei doveri.
    Partendo da questa premessa abbiamo voluto progettare e mettere in atto un percorso che potesse sostenere gli studenti con particolari fragilità, valorizzando il contributo di creatività e la partecipazione attiva degli alunni, nell’ottica di trasformare la scuola in un originale laboratorio di cultura inclusiva, che sappia aprirsi ai diversi territori per costruire comunità educanti, impegnate nella ricerca di un’autentica esperienza di dialogo e cooperazione educativa.
    Siamo fermamente convinte che la scuola inclusiva abbraccia ogni difficoltà, non solo quelle certificate, ma anche quelle dovute a svantaggio socioculturale.

    Bisogna quindi rileggere il concetto di integrazione affinché acquisisca il valore dell’inclusione ponendo la massima attenzione alle esigenze individuali dei singoli studenti e al bisogno di essere come gli altri. Per farlo abbiamo deciso di usare come filo conduttore il cibo e le tradizioni gastronomiche.
    Il cibo inteso come conoscenza della sua storia e delle tradizioni ma anche come conoscenza delle storie e delle tradizioni di altri paesi, per trovare nella diversità le somiglianze che ci sono fra i popoli e che alla fine ci uniscono”.

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