Il silenzio di un bambino fa riscoprire le parole dell’amore

Il bambino parlante è l’ultimo lavoro di Francesco Passafaro e di Teatro Incanto. Ieri la prima, oggi pomeriggio si replica

In un mondo super connesso, dove è necessario dire tutto e subito, sembra quasi inconcepibile che ci siano difficoltà di comunicazione. Eppure accade. Accade ai bambini, ma può accadere anche a quegli adulti che si creano un mondo parallelo, fatto di una non accettazione della realtà. E a venire in soccorso di tutti ci sono sempre le anime candide, quelle che il mondo guarda con un sorriso ma che spesso mette da parte.

Il nuovo lavoro di Francesco Passafaro ed del suo teatro Incanto, dal titolo Il Bimbo Parlante, racconta in poco più di un’ora di spettacolo tutto questo. L’esordio ieri sera al Comunale, la replica questo pomeriggio. La non verbalita’ selettiva di Giacomo, un bimbo di 7 anni, mette a confronto il mondo degli adulti. Un confronto con le loro fragilità, con gli stereotipi della perfezione, con l’incapacità di accertarsi e accettare.

Sarà la grande umanità di uno zio , l’unico con cui Giacomo parli, che tutti considerano un po’ “toccato”, a salvare una intera famiglia da quell’angolo di egoismo da cui Giacomo fugge giocando in maniera ossessiva con il suo cubo magico. L’intervento di una professionista, una logopedista, servirà a tracciare la strada smarrita da due genitori incapaci anche di riconoscere l’amore che li ha uniti. Il lieto fine è d’obbligo in una commedia moderna e attuale in cui i temi della diversità, della famiglia, sono affrontati e risolti con l’unica “medicina” possibile, senza controindicazioni, quella dell’amore.

Teatro Incanto, Teatro Lab, si confermano una felice esperienza di un capoluogo che, nelle componenti più attive, sta combattendo la sua “resistenza” contro il dilagare del nulla che spesso, tra social e vita reale rischia di diventare devastante