Sanità, Anaao- Assomed: ‘Ecco perché il programma operativo ’19-’21 ci penalizza’

'L’ Asp Catanzaro e l’ospedale di Lamezia sono poi particolarmente in crisi per via di un delta di spesa del personale di soli 50.000 euro che porterà alla mancata assunzione dei 43 specialisti che mancano'

‘Una scelta scellerata è quella compiuta da commissario e sub commissario per l’attuazione del Piano di Rientro della Calabria, con l’adozione del Programma Operativo 19-21’. Lo afferma il dottor Larussa, segretario generale di Anaao Assomed Calabria.

‘Varato col Dca 57/20, il documento – prosegue –  prende atto del fatto che la spesa regionale consolidata per il personale sanitario ammonta, nel 2019, a complessivi 1 miliardo e 6 mln di euro, al netto dei rinnovi contrattuali.

Risultano quindi disponibili (per Dirigenza e Comparto) circa 130 mln di euro, rispetto al tetto massimo previsto, riferito alla spesa storica del 2004, meno l’1,4%. Inopinatamente pero’ Cotticelli e Crocco decidono di utilizzarne solo il 10%, ergo 13,2 mln nel 2020 ed altrettanti nel 2021, consentendo di fatto l’assunzione di soli 120 Dirigenti Medici e Sanitari, che in realta’ prestano gia’ servizio nelle Aziende sanitarie ed ospedaliere regionali, come precari. In pratica si stabilizza il personale a tempo determinato ma non se ne assume di nuovo!
Una beffa ed una provocazione!’ commentano da Anaao Assomed.
‘Una beffa perchè già  l’art 11 comma 1 del famigerato Decreto 35/19 (cd Calabria) prevedeva dal 2019, per la spesa del personale, un ulteriore incremento pari al 5% dell’aumento del Fondo Sanitario Nazionale (2 mld euro), incremento raddoppiato al 10% dall’art 45, comma 1 bis, della Legge 157/19 (Decreto Fiscale), frutto della meritoria ostinazione del Ministro Speranza.Insomma un ulterore tesoretto per uove assunzioni,prontamente utilizzate dalle Regioni,ancor piu’ a fronte dell’emergenza Coronavirus. In Calabria non solo tale opzione e’ stata ignorata, ma si e’ deciso di utilizzare solo il 10% della massima spesa consentita.
La provocazione consiste nel fatto che con queste risorse non si potranno neppure stabilizzare tutti i 127 Dirigenti Medici e Sanitari precari attualmente in servizio, che peraltro sono gia’ a libro paga, e quindi non incidono sul bilancio delle Aziende!
Peccato che, come attesta il Conto Economico dello Stato, il Sistema Sanitario Regionale abbia perso 780 medici dipendenti dal 2007, e si prevede che oltre 1400 ne perdera’ entro il 2026, tra dimissioni volontarie e varie tipologie di pensionamento. Non a caso l’ultimo Bilancio di Parificazione della Sezione Regionale della Corte dei Conti individua la spesa del personale fra i pochissimi items in controllo, anzi diminuita per i medici dipendenti di quasi 63 mln dai 386 del 2007 ai 323 del 2017,ed ulteriormente in calo nel 2019,stando al tendenziale.
Commissario e Sub hanno scelto di usare solo il 10% della leva assunzionale ignorando le ultime opzioni di ulteriori aumenti, per ripianare il disavanzo 2019 non coperto dalla fiscalita’ regionale (addizionali Irpef, Irap)?. Andreottianamente il dubbio viene….Si coprono voragini di malagestio amministrativa facendo, come sempre, bancomat col personale!
L’ Asp Catanzaro e l’ospedale di Lamezia sono poi particolarmente penalizzate per via di un delta di spesa del personale di soli 50.000 euro che avra’ come conseguenza la mancata assunzione delle 43 unita’ di specialisti carenti rispetto alla dotazione organica teorica, per tacere dei 20 primariati vacanti nelle varie UUOO Complesse Aziendali, per i quali giorni fa e’ stata avviato il reclutamento dei responsabili ff. Se si intende perseguire con queste prospettive il rilancio del nosocomio lametino, siamo su “scherzi a parte”, e bene farebbero politici ed amministratori ad esercitare una efficace moral suasion ai Tavoli Romani (se ne sono in grado…), invece di stucchevoli passerelle e proclami reboanti quanto sterili!

Quanto a Cotticelli e Crocco hanno adottato una scellerata scelta tecnica (ma di fatto anche politica) di cui dovranno assumere la piena responsabilità morale  – concludono – anche a fronte dell’unanime richiesta di dimissioni provenienti dal mondo associazionistico, traendone le dovute conseguenze’.