Coronavirus: la Unità Plurima di crisi, la competenza di gregge e le Giovani marmotte

Italiani popolo di eroi, navigatori, poeti, santi e, da ultimo, virologi ed epidemiologi. Tutto fa massa, anche la filiera regionale chiamata da Santelli a fronteggiare la crisi in atto

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    C’era una volta l’Unità di crisi. Semplice, stringata, essenziale, razionale, istituita in data 11 marzo 2020 dalla presidente Jole Santelli. “L’unità di crisi regionale, attivata nella sede della Regione a Catanzaro, opera – si leggeva nell’ordinanza di Santelli -– in stretto raccordo con la Sala operativa della Protezione civile regionale e prevede la partecipazione del presidente della Regione, del dirigente generale del Dipartimento regionale Tutela della Salute e Politiche sanitarie, del dirigente dell’Unità operativa Protezione civile regionale”.L’ordinanza disponeva che “l’Unita di crisi coordina le attività emergenziali e tutti i rapporti con le istituzioni”, operando “in costante contatto con la prefettura del capoluogo, con lo scopo di garantire il raccordo con le altre Prefetture e con l’Anci regionale”.

    Cinque giorni più tardi, il 16 marzo l’Ufficio stampa di giunta informa che “Da oggi la Calabria ha la sua Task force a supporto dell’Unità di crisi regionale per la gestione dell’emergenza sanitaria Coronavirus.
    Fanno parte della Task force, oltre al presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, il commissario Saverio Cotticelli, il direttore generale del dipartimento Tutela della SaluteAntonio Belcastro, anche i direttori delle Unità operative complesse Malattie infettive Aziende ospedaliere S.S.R. e Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini; i direttori delle Unità operative complesse Anestesia e Rianimazione Aziende ospedaliere S.S.R. e Azienda ospedaliero universitaria Mater Domini; i direttori dipartimento di prevenzione Aziende sanitarie provinciali S.S.R.; i commissari straordinari Aziende sanitarie provinciali, Aziende ospedaliere S.S.R. e Azienda ospedaliero universitaria Mater Domini; i Commissari straordinari prefettizi delle Aziende sanitaria provinciale Catanzaro e Azienda sanitaria provinciale Reggio Calabria, Dott. Benedetto Caroleo infettivologo, Prof.Piero Iram Guzzi Professore Associato di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni presso l’Università degli Studi “Magna Grecia” di Catanzaro, Prof. Pierangelo Veltri Professore Associato di Sistemi di elaborazione delle Informazioni presso l’Università degli Studi “Magna Grecia” di Catanzaro.  La task force si avvarrà della collaborazione tecnico scientifica degli esperti: prof. dott. Raffaele Bruno, direttore Malattie infettive Policlinico San Matteo di Pavia; prof. Navalesi, direttore Istituto di Anestesia e Rianimazione Azienda ospedale Università di Padova; prof. Franco Romeo direttore U.O.C. Cardiologia Policlinico universitario Tor Vergata Roma. La Task force, istituita con apposita ordinanza del presidente Santelli, lavorerà con il supporto tecnico del dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell’università Magna Graecia di Catanzaro.

    La Task force, da un grossolano conteggio, risulta così formata da perlomeno 33 componenti. È evidente la necessità di allargare la gestione della crisi, di coinvolgere gli attori in prima linea, di alzare il livello delle competenze amministrative, tecniche e scientifiche. Non sappiamo se mai è stata convocata, anche in remoto, come è d’uso corrente.

    Con un comunicato un po’ involuto nella formulazione e scarsamente esplicativo,oggi si è appreso che“la Protezione civile regionale rafforza l’Unità di crisi,attraverso un gruppo operativo con competenze trasversali ai dipartimenti regionali. Il fine, come riportato nel decreto a firma del dirigente facente funzioni, Fortunato Varone, è quello di supportare le attività di coordinamento poste in essere dalle strutture della Regione Calabria e dare corso alle attività tecnico-amministrative funzionali in concreto alla corretta gestione della situazione emergenziale in atto.Compito del gruppo operativo è quello di supportare l’Unità di crisi regionale impegnata nelle attività di coordinamento delle attività emergenziali, di indirizzo operativo e la cura di tutti rapporti con le Istituzioni. Una particolare attenzione sarà dedicata alla esigenza diffusa di conoscere e avere informazioni tempestive da parte della comunità sui dati e sulle attività attuate attraverso la Protezione civile regionale”.

    Non è dato conoscere, ancora, la composizione del “gruppo operativo”, ma, trattandosi di competenze trasversali ai dipartimenti, lo si presuppone abbastanza cospicuo, quantomeno nei numeri. Portando la totalità dei componenti del gabinetto di crisi, tra unità primitiva, task force successiva e quest’ultimo allargamento, a un discreto assembramento di aventi voci in capitolo. Si può tentare di capire la ragionevolezza pratica di questo allargamento progressivo delle responsabilità operative. L’epidemia si sta rivelando sempre più un affare molto complesso, che tocca gli aspetti sanitari in prima battuta, e si allarga a tutto lo scibile consociativo: economico, sociale, culturale, esistenziale. Impensabile che, sia pure in una realtà ristretta come la Calabria, se ne possa occupare un ristretto vertice di tre persone, così come di trentatré, anche perché tutti costoro devono fare fronte a mille altre incombenze, alcune di drammatica urgenza. Per cui meglio delegare e coinvolgere quanto più partecipanti alla filiera. Non fosse altro per potere scaricare verso la base eventuali défaillance nella gestione operativa.

    Come già successo per il gruppo di lavoro istituito dal ministero dell’Innovazione tecnologica per analizzare le proposte informatiche di tracciamento dei dati per la mappatura dei contagi da Sars Co-2, forte di ben 74 esperti, si riproduceanche in ambito regionale il vizio tutto italiano di fare massa, con lo stesso significato teleologico che porta le sardine (quelle vere, marine) a fare massa per difendersi dagli aggressori esterni.È in un certo senso la filosofia che sottende alla cosiddettaimmunità di gregge, buona per i lunghi periodi, fallace e autolesionista nell’acuzie della crisi. Anche se, a margine, si può constatare che ancora più deleteria è la montante competenza di gregge. Italiani popolo di eroi, navigatori, poeti e, da ultimo, virologi ed epidemiologi. Ma, a considerare la rinnovata tensione verso le tende da campo, anche manager sanitari, ingegneri dei supporti logistici di fortuna, generali delle Giovani Marmotte.

     

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