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La versione catanzarese del caffè sospeso? Il pane sospeso. A Gagliano

Un'iniziativa nel popoloso quartiere che sta già riscuotendo successo. Un contributo nel periodo di difficoltà per tutti

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Mentre compri il pane per la tua famiglia, lo lasci ‘già comprato’ per qualcun altro che potrà averne bisogno. È l’iniziativa del ‘Pane sospeso’ ideata dalla famiglia Lobello titolare del Panificio U Gesaru nel popoloso quartiere di Gagliano in collaborazione con la Caritas parrocchiale di S.Maria Assunta.

L’emergenza coronavirus non ha solo risvolti sanitari, ma molte ricadute sociali: con il blocco delle attività, necessaria al Paese per contenere la diffusione del contagio, sono aumentati i soggetti che necessitano di un aiuto quotidiano per portare avanti le proprie famiglie.

L’idea dei titolari del panificio prende spunto dall’ormai storico ‘caffè sospeso’ partenopeo: “Quando un cliente viene ad acquistare il pane per la propria famiglia – spiega Candida Lobello, – lascia pagato un pane che vuole donare ai più bisognosi. In questo modo, più pani in sospeso otteniamo, più famiglie, che la Caritas parrocchiale ci segnalerà, saranno sfamate. Il successo dell’iniziativa ci lascia favorevolmente sorpresi per quanto le persone siano disponibili per i più bisognosi, alcune di queste persone segnalateci sono venute direttamente presso il nostro forno e vi garantisco che leggere nei loro occhi l’imbarazzo di trovarsi in questa situazione ci tocca profondamente il cuore”.

Chi avesse bisogno, principalmente nel quartiere Gagliano, può contattare la Caritas della parrocchia S.Maria Assunta, mentre chi volessi partecipare a questa iniziativa, venendo presso il nostro forno, potrà donare la somma equivalente al chilo di pane che si vorrà donare.
‘Un gesto che può essere alla portata di tutti – aggiunge la signora Candida -, ma che può fare una grande differenza per chi vive un attuale momento di disagio’

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