UilTrasporti: Basta con il fondo bilaterale

Il sindacato non ritiene utile continuare nella proroga tout-court dei lavoratori nel Fondo a meno di esigenze davvero eccezionali

La Segreteria Regionale Uiltrasporti Mobilità’-TPL dopo due mesi di lockdown a causa della pandemia Covid-19, che ha rivoluzionato il mondo dei Trasporti e specialmente quello delle Aziende di TPL, ha preso atto della volontà dei lavoratori, in linea con la FASE DUE, di volere ripartire con grande determinazione per fare in modo che i servizi, gradualmente, possano concorrere al ritorno della normalità, pur se in quadro operativo completamente rinnovato che ha bisogno dell’apporto indispensabile dei lavoratori che oramai devono uscire dal Fondo Bilaterale.

Questo importante strumento- prosegue il sindacato in un comunicato stampa-  voluto con convinzione dal Sindacato e dalle Aziende, è fondamentale per affrontare i periodi di crisi, ma diventa inefficace e dannoso quando viene strumentalizzato per fare cassa, come sta succedendo in alcuni casi adesso.

Infatti nel mentre il Sindacato responsabilmente e con grande spirito di sacrificio ha sottoscritto a marzo 2020 accordi per fare entrare i lavoratori nel Fondo, per 9 settimane, a causa della pandemia mondiale, riducendo di fatto lo stipendio dei lavoratori di quasi il 50%, le Aziende pensano ancora sia possibile proporre eventuali proroghe assolutamente immotivate e non sostenute da nessuna ragione concreta, se non quella di continuare a fare cassa.

Allora vediamo in modo concreto di cosa parliamo, anche perché Aziende pubbliche e private fino ad oggi hanno compensato i mancati introiti della bigliettazione con le minore spese variabili sostenute a causa del fermo dei mezzi.

In questo momento i servizi di trasporto pubblico devono crescere e devono anche consolidarsi, alla luce delle nuove esigenze sulla sicurezza del personale impiegato sui mezzi e dell’utenza, che ha la necessità di adeguarsi al nuovo sistema, quindi semmai il TPL va implementato ed il personale va motivato e formato, non certo relegato ancora nel Fondo.

Infatti è evidente che il rispetto del distanziamento sociale a bordo prevede una diminuzione dei posti offerti che richiederanno un uso suppletivo di corse, mezzi e personale, ovviamente questo aggravio di spesa dovrà trovare capienza nelle risorse del Fondo Nazionale Trasporti che dovrà necessariamente farsene carico.

Non possiamo nemmeno fare finta di sottovalutare le ingenti risorse stanziate dal Governo per il TPL, che consente alle Aziende di intascare i corrispettivi anticipati dallo Stato e liquidati dalle Regioni al 100%, senza subire alcun taglio per i mancati servizi erogati, cosi come le risorse previste nell’ultimo Decreto “Rilancio” che sono state finanziate per fare fronte ai mancati introiti dovuti alla perdita della bigliettazione, ed altre misure di sostegno che riguardano comunque forme di agevolazioni nei confronti delle Aziende di TPL e che riteniamo importanti per la tenuta delle stesse;

Il risparmio sui costi variabili, di gran lunga superiori ai mancati introiti fanno il resto, con ciò sicuramente contribuendo a non aggravare la condizione economia e finanziaria delle Aziende.

Gli unici a rimetterci invece e come al solito, sono proprio i lavoratori che essendo costretti a stare nel fondo perdono il 50% della retribuzione, oltre ad una serie di istituti complementari collegati a diritti rivenienti dal CCNL non maturati e senza che le Aziende abbiano sentito il minimo dovere comunque, di farsi carico della parte di retribuzione mancante del lavoratore.

Ciò detto, questa O.S, non ritiene utile continuare nella proroga tout-court dei lavoratori nel Fondo a meno di esigenze davvero eccezionali dove non vi sono concretamente alternative possibili.

Ancora una volta siamo costretti a ribadire con forza che un vero Sindacato deve difendere i diritti dei lavoratori che, mai come in questo momento, vengono rimessi in discussione.

Non permetteremo a nessuno di continuare a fare cassa, perché vogliamo garantire il salario dei lavoratori e delle loro famiglie, che in questo difficile momento viene decurtato senza alcuna giustificazione.