Ponte sullo Stretto? Psi Catanzaro: dirottare risorse su effettive priorità infrastrutturali

La nota a firma del commissario cittadino del partito del garofano

E’ di questi giorni la dichiarazione del Presidente del Consiglio,  Giuseppe Conte, secondo cui si starebbe pensando alla costruzione del ponte sullo stretto tra Calabria e Sicilia.

Giova subito rilevare – scrive Gregorio Buccolieri Commissario Cittadino Psi Catanzaro- come sia pacifico che, negli ultimi cinque lustri, tale annosa questione è divenuta periodicamente  di attualità ogni qualvolta si voglia sottolineare un impegno straordinario per il Sud del nostro Paese, previsto,  ma forse sarebbe più esatto dire promesso,  dai governi di turno, con, in alcuni casi, addirittura sperpero di denaro pubblico per improbabili progettazioni ed inutili agenzie (memorabili in tal senso quelle istituite dal governo Berlusconi). Un neanche malcelato specchietto per le allodole. Corsi e ricorsi storici per dirla con Gian Battista Vico, ed ecco che, infatti, dovendo immettere forti stimoli all’economia, necessari per uscire dalla depressione dovuta alla crisi sanitaria e sociale seguente alla pandemia, per il Meridione d’Italia si è pensato ad un investimento di circa quattro miliardi di Euro da destinare alla “solita” opera: il ponte sullo stretto di Messina.

Ebbene, non ci dilungheremo sull’opportunità o meno dell’opera né sulla sua fattibilità e neanche sull’analisi costi benefici della medesima. Ci limiteremo in questa sede ad evidenziare come questa volta i cittadini meridionali – consapevoli dell’importanza di spendere bene ed al meglio i fondi che, a prescindere dai vari strumenti economici da adottare,  l’Unione Europea ha accordato all’Italia in ragione della sua maggiore esposizione al covid-19 -, hanno tutto il diritto di essere ascoltati in merito alle reali ed ataviche esigenze  che in quest’area del Paese non sono ancora state soddisfatte.

E’ opinione diffusa e comune, infatti, che un’opera faraonica come quella sullo stretto, debba essere il coronamento, e non il presupposto, di tutto un avanzato sistema di sviluppo infrastrutturale che consenta ai cittadini italiani ed europei di poter raggiungere  agevolmente il meraviglioso specchio di mare tra “Scilla e Cariddi”. Nella visione olistica e complessiva propria del pensiero socialista, alta velocità, elettrificazione dei binari e, soprattutto, completamento dell’ammodernamento della s.s. 106 ionica (meglio conosciuta come strada della morte) rappresentano, certamente un pacchetto di priorità per l’Italia peninsulare, nell’ambito della quale ancora oggi lo Stato non ha dato piena ed effettiva attuazione del dettato Costituzionale in merito al pieno sviluppo delle persone. Non rimuovendo gli ostacoli esistenti allo sviluppo di una vasta area ad alto potenziale turistico e culturale quale, ad esempio quelle della locride, del  catanzarese e del crotonese, si è consentito che interi territori appartenenti all’antica e gloriosa “Magna Graecia” restassero isolati fino ai giorni nostri, con conseguenze inenarrabili sotto ogni profilo, non ultimo quello afferente alla sicurezza. Non si contano più, infatti, tra l’indifferenza delle istituzioni governative, le vittime che la statale 106 miete ogni anno. Tutte queste ragioni,  inducono noi socialisti, pur non essendo pregiudizialmente ed ideologicamente contrari al ponte sullo stretto,  a chiedere con forza che  la destinazione delle suindicate cospicue somme venga dirottata sulle effettive priorità infrastrutturali, sostenendo al fianco dei cittadini ogni battaglia che dovesse essere intrapresa in proposito.