Aquam in ore,”il regalo di nozze” di Mungo ad un coindagato e quell’assunzione “agevolata” da un attuale assessore

Si arricchisce di particolari la vicenda che vede coinvolti l'ex delegato allo sport, il suo ex genero assunto, dopo la vicenda, in una ditta tramite l'intermediazione di un esponente della Giunta Abramo (non indagato)

Aquam in ore. E’ questo il nome che il nucleo operativo e nucleo mobile della Guardia di Finanza hanno dato all’operazione che interessa l’affidamento della Piscina Vinicio Caliò di Catanzaro. In particolare nell’informativa dei finanzieri viene focalizzata l’attenzione sul ruolo di Gianpaolo Mungo, assessore allo sport all’epoca dei fatti su cui si concentrano le indagini (2014-2016) e Salvatore Veraldi, fidanzato della figlia  quei tempi e destinatario, sempre secondo l’informativa della Guardia di Finanza, di dazioni in denaro non dovute.

In una parte della stessa informativa, per oltre 30 pagine, i finanzieri ritengono che la ricostruzione di Veraldi e Mungo, rispetto a quel lavoro che Antonino Lagonìa, dalle cui denunce è partita l’indagine, aveva offerto a Veraldi sia quanto meno inverosimile e spiegano il perché.

La presunta negoziazione di Mungo con la Catanzaro Servizi

Si legge nell’informativa che “Il bonifico (la somma che è già stata oggetto di sequestro preventivo con atto del Gip) effettuato il 20 luglio 2015 cade in un periodo cruciale per l’Asd Catanzaro Nuoto (rappresentata dal Lagonìa) e cioè il periodo nel quale era stato chiesto alla società sportiva di documentare alla Catanzaro servizi tutta l’attività svolta” Scrivono ancora i finanzieri “La somma versata tramite bonifico in favore del Veraldi sarebbe poi andata allo stesso Mugo che avrebbe “negoziato” (sic) con la Catanzaro Servizi al fine di allentare la presa dei controlli sull’Asd nonché la favorisse nella gara dell’affidamento dei campi da tennis”. Sempre secondo le risultanze investigative dei finanzieri, quando  Mungo tenta di convincere Veraldi a dire che le somme le aveva restituite a Lagonìa, Veraldi dice chiaramente che si recherà personalmente alla GdF per raccontare che i soldi in realtà se li è tenuti proprio Mungo.

L’assunzione del coindagato di Mungo in una ditta tramite la società di un attuale assessore comunale

Di più. Scrivono le fiamme gialle “E’ emerso che Veraldi nel dicembre 2018 ha usufruito, tramite il programma Garanzia Giovani ad un tirocinio formativo presso un’azienda (si omette il nome del titolare e dell’azienda perché al momento non indagati se pur oggetto di successive verifiche n.d.r.)”.
La peculiarità è che l’iscrizione di Veraldi al programma Garanzia Giovani è avvenuta tramite un’altra società il cui rappresentante legale è un componente della Giunta Abramo (anche in questo caso trattandosi di persone e aziende su cui sono in corso verifiche non se ne riportano i dati n.d.r.).

Il mediatore tra Mungo e Veraldi

Il titolare della ditta che assume Veraldi tramite il progetto regionale attraverso la società che fa capo ad un assessore della giunta Abramo, per tutta la parte presa in considerazione dai finanzieri, è l’anello di congiunzione tra Veraldi e Mungo, coindagati nello stesso procedimento .

Ed è tanto vero ciò che Veraldi è sicuro che Mungo lo aiuterà a trovare lavoro per futura moglie

(che non è più la figlia di Mungo con cui era stato legato da una relazione sentimentale) visti “tutti i favori che gli ha fatto per tirarlo fuori dai guai”.

Lo scherno di Veraldi e della fidanzata nei confronti dei finanzieri

Per quanto Veraldi a più riprese nelle conversazioni intercettate ripeta di avere la coscienza a posto e di voler solo uscire da un incubo in cui si è ritrovato suo malgrado, nella conversazione intercettata con la sua fidanzata si rivolge in maniera verbalmente violenta nei confronti dei finanziari che una mattina gli notificano l’avviso di interrogatorio .

“Certi individui con i cappellini strani” così li definisce Veraldi e la fidanzata rincarando la dose dice “Ah i cani? Sono venuti ad abbaiare a casa tua?” (le conversazioni avvengono tutte in dialetto e con delle espressioni molto colorite che si evita di riportare n.d.r). Ciò che risulta chiaro dalle parole dei due fidanzati è che hanno tutta l’intenzione di far pagare a Mungo fino all’ultima lira per i guai che secondo loro gli ha procurato.

Mungo avrebbe promesso di pagare le spese di Veraldi ma si tira indietro

E’ tanto vero ciò che ad un certo punto rientra in ballo la figura del nuovo titolare di Veraldi che si pone come mediatore con Mungo il quale, come emerge dalle conversazioni riportate aveva promesso a Veraldi di farsi carico di tutte le spese legali che lo riguardavano, ma che ad un certo punto pare tirarsi indietro. Il difensore di Veraldi infatti chiama il suo assistito per dirgli Mungo con ha intenzione di pagare le spese legate alle difesa e che quindi dovrà provvedere lui. L’ex dipendente di Lagonìa va nel panico, pressato dai genitori che vogliono che risolva la cosa, chiede all’intermediario di fissare un incontro con Mungo o comunque vuole che la questione della parcella dell’avvocato si risolva.

L’incontro tra Mungo e Veraldi prima dell’interrogatorio

A Marzo 2019 Mungo e Veraldi si incontrano. E’ la vigilia dell’interrogatorio che si terrà l’8 aprile. Quella conversazione rivela una serie di bugie raccontate da Veraldi e Mungo durante il primo interrogatorio. Mungo, secondo quanto riportatodai finanzieri,  dice a Veraldi “Che dovrà chiarire bene di aver fatto volantinaggio per l’Asd, dovrà sostenere che Lagonìa gli ha fatto firmare molte carte di cui non conosceva il contenuto”

Il gratuito patrocinio e la promessa del regalo di nozze in luogo del pagamento della parcella all’avvocato di Veraldi

E ancora “dovrà fare tutte le pratiche per il gratuito patrocinio cosi che i soldi che Mungo aveva promesso di dare all’avvocato difensore di Veraldi li verserà sul suo conto a titolo di regalo di nozze, inoltre dovrà dichiarare che Lagonìa lo avrebbe assunto proprio per farsi restituire i soldi” Di più. “Mungo – sempre secondo i finanzieri – ha saputo che nel 2017, quando incontrò Veraldi era stato seguito e fotografato dai finanzieri ed è per questo che chiede a Veraldi di rettificare le sue dichiarazioni parlando di un incontro casuale”.

Come cambia l’atteggiamento di Veraldi

Veraldi, durante la conversazione con Mungo, nonostante nelle captazioni con i suoi congiunti lo avesse sempre indicato come la causa unica dei suoi guai, sembra essere assertivo. Ad ogni richiesta di Mungo risponde in maniera positiva, indicando presumibilmente in Lagonìa la persona verso la quale “deve togliersi una soddisfazione”.