Quantcast

Belcaro: “Il Corto di Muccino, mortifica la Calabria e i tanti giovani artisti di questa terra”

Secondo il consigliere comunale di Cambiavento sono stati soldi buttati

di Nunzio Belcaro*

L’errore è a monte. Ed è un errore politico, di scelta.

Provincialismo e ignoranza artistica

Affidare a Muccino, pagarlo in maniera spropositata sulla fiducia, unisce provincialismo e ignoranza artistica.
Una committenza sbagliata la richiesta di fare raccontare in tutta fretta ad un regista la Calabria in otto minuti.
Nel cinema, come nella letteratura, meno spazio hai a disposizione e più intenso deve essere il lavoro. Il risultato di Muccino è imbarazzante.

Il Sud Italia descritto da Muccino è quello degli anni ’50

Ne esce fuori un impersonale sud Italia anni 50 che potrebbe essere la costiera Amalfitana, la Sicilia, la Puglia.  Non mi interessa nemmeno quello che si vede e quello che non si vede.
È che non si “sente” nulla, non racconta efficacemente una storia, non c’è autenticità.
I dialoghi sono da telenovela.
Quanto sarebbe stato bello, con gli stessi soldi, mettere in piedi un premio per giovani registi, farli stare in Calabria mesi, nei nostri borghi più belli, pagarli con dignità per la loro ricerca ed alla fine del percorso premiare il corto migliore.
La stessa operazione sarebbe stata la vera promozione della nostra terra.

Soldi buttati

Detto questo, rimangono i soldi buttati.
Il racconto della Calabria è un percorso già iniziato, altissimo e che continua, che ha già reso eterne porzioni di terra attraverso la letteratura e il cinema.  Passa da Africo, da Riace, da Santa Caterina d’Aspromonte, da Girifalco, da una via di Cosenza in cui respira l’Europa, dal quartiere Maddalena di Catanzaro…

*Consigliere comunale Cambiavento