Quantcast

Regionali, Azione – Catanzaro, Psi,  Catanzaro al Centro: ” No “papa straniero” o alla pasticciata soluzione romana”

L'appello: "Si uniscano le forze sane della Calabria e si cominci finalmente il viaggio verso un orizzonte nuovo di costruzione e di speranza"

Un patto di unità regionale per la rinascita della Calabria. Lo chiedono Azione – Catanzaro, Psi,  Catanzaro al Centro, nello specifico Emanuele Bertucci, Gregorio Buccolieri, Aldo Casalinuovo, Massimiliano Cassandra, Franco Cimino, Francesco Chirillo, Francesco Citriniti, Iole Di Benedetto, Gregorio Ferrari, Giuseppe Franzè, Ugo Gardini , Giuseppe Gualtieri, Umberto Mancino, Franco Nisticò, Giuseppe Risadelli, Raffaele Silipo, Gian Paolo Stanizzi e Giorgio Volpintesta. In una nota affermano: “ Per la Calabria è suonato il gong dell’ultima ripresa. Ultima regione d’Europa, una economia fragilissima messa ancor più a dura prova dagli effetti disastrosi della pandemia, con una classe politica inadeguata e una immagine complessiva che la fa apparire come una terra ormai perduta e moribonda, per la Calabria e per i calabresi che in essa vivono e hanno investito il loro presente e il loro futuro il tempo è quasi scaduto”.

“Per questo – proseguono –  le prossime elezioni regionali rappresentano un appuntamento importantissimo, l’ultima chiamata, può dirsi, per decidere definitivamente quale strada si vorrà imboccare, se quella della rinascita, dopo aver toccato il fondo, oppure quella di una deriva inarrestabile verso il distacco definitivo da ogni prospettiva di crescita e di riscatto. Può vincersi questa “scommessa” così carica di responsabilità e di significato per tutti i calabresi onesti, laboriosi, di buona volontà e orgogliosi, soprattutto e malgrado tutto, della propria terra? Noi riteniamo di si. Ma per vincerla servono basi solide e chiare che consentano di poter sviluppare, all’indomani delle elezioni, idee e progetti, nuove e virtuose traiettorie che portino lontano dalle secche della rassegnazione e della sconfitta a cui sembriamo ineluttabilmente destinati. Pietra angolare di tutto questo non può che essere la scelta di un candidato presidente che goda della piena fiducia dei calabresi, in ragione di una piattaforma programmatica elaborata dalle legittime culture politiche di partiti e forze civiche, scevre da stantie dinamiche di posizionamento parapolitico”.

“Una personalità – si legge – che possa coagulare attorno a sé le tante energie positive e qualificate che la nostra regione, anche e soprattutto all’interno dei suoi confini territoriali, può e sa esprimere. Non abbiamo bisogno, dunque, di un “papa straniero” o di una frettolosa e pasticciata soluzione “romana”, ma abbiamo bisogno di una orgogliosa scelta di campo, di una rivendicazione della nostra identità, di una chiara espressione della società calabrese, la quale, come tutti sappiamo, è qualcosa di ben altro e diverso dalla selva oscura e stagnante che ormai costantemente gli organi di informazione sono usi a descrivere con approssimativo e stereotipato racconto.  Una personalità calabrese, dunque, che vive e opera nella nostra regione e che sia disposto a mettere al servizio della comunità di cui fa parte la propria competenza e credibilità, il proprio riconosciuto profilo, sostenuto dall’amore e dalla passione per la nostra terra. Non è una romantica e astratta petizione di principio, ma è e vuole essere l’indicazione di un primo e fondamentale tassello per una nuova vita della Calabria, che non può che ripartire dalla propria società e dalle tante risorse positive che in essa operano e che ne hanno davvero a cuore le sorti presenti e future”.

Ed ancora: “Sarà forse troppo chiedere un patto di unità nazionale e regionale per la Calabria che consenta di muovere, in una fase storica di straordinaria difficoltà e complessità, verso una direzione unica e condivisa, con una rete di proposte e di contributi concorrenti; sarà forse troppo, ma non è certamente un’eresia.  La storia insegna che nei passaggi più ardui e delicati di una comunità serve il contributo di tutti per realizzare quello slancio decisivo che, con senso di responsabilità e fattiva collaborazione, accompagni verso i traguardi prefissati e li faccia auspicabilmente raggiungere. Rimangano le appartenenze e le identità politiche, rimangano le sensibilità differenti che arricchiscono i contenuti, ma si trovi il giusto e possibile punto di equilibrio per vincere e superare la più grave crisi economica e sociale della regione dalla sua istituzione ad oggi. Si uniscano le forze sane della Calabria e si cominci finalmente il viaggio verso un orizzonte nuovo di costruzione e di speranza, che è quello che i calabresi, figli di una storia e di una cultura millenaria, meritano. Nessuno si salva da solo.  Specialmente oggi, specialmente in Calabria”.