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Complesso Monumentale dell’Osservanza, le associazioni: “Bene il recupero. Si riporti alla luce la struttura quattrocentesca”

Sotto esame, anche, la facciata della Questura

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“I recenti saggi conoscitivi del complesso monumentale dell’Osservanza di Catanzaro stanno riportando alla luce parte dell’originaria struttura quattrocentesca. Stiamo notando una certa attenzione da parte della direzione dei lavori e di questo non possiamo che esserne felici. Troppe volte abbiamo assistito a lavori fatti senza alcun rispetto e amore verso il patrimonio storico e artistico di Catanzaro. Lampante e attuale è la vicenda relativa al palazzo della Questura, avevamo più volte suggerito che venisse ripensata la facciata di quella che una volta era la chiesa di Santa Caterina, ma il nostro appello, purtroppo, è caduto nel vuoto”.

Inizia così la nota di un gruppo di associazioni: Archeo Club “Emilia Zinzi”, Associazione Cillene, Cara Catanzaro, Catanzaro è la mia città, Catanzaro in Movimento, Catanzaronelcuore, Confesercenti Catanzaro sez Turismo, Gruppo storico Città di Catanzaro, Italia Nostra Catanzaro, Mirabilia, Osservatorio per il decoro urbano, Petrusinu ogni minestra.

“La Questura di Catanzaro è un pugno nell’occhio. Orribile dal punto di visto architettonico, andrebbe ripensata con il rifacimento quanto meno della facciata e ci auguriamo che il nuovo questore (a differenza del suo predecessore) possa cogliere questo spunto che proviene dalla società civile per scrivere un nuovo capitolo di questa vicenda. Aperta e chiusa, per ora, la questione “Questura”, torniamo al complesso di Santa Teresa dell’Osservanza. Si nota sulla facciata – affermano le associazioni –  prospiciente piazza Stocco e su quelle laterali la presenza di alcuni particolari architettonici della struttura quattrocentesca. Siamo ora curiosi di vedere quello che emergerà dai saggi che, ci auguriamo, vengano fatti su quella che era l’originaria torre campanaria visibile anche nel quadro la “Madonna della Ginestra” di Antonello De Saliba oggi custodito al “Marca”.

“Siamo certi  – incalzano le associazioni – che il complesso monumentale di Santa Teresa possa riservare ancora grandi sorprese. Osservando questo magnifico quadro si può comprendere che la perimetrazione della chiesa originaria è rimasta inalterata e che l’antico campanile è ancora esistente anche se monco del cuspide. Così come la facciata, se pur non visibile nel quadro del De Saliba, è visibile in alcune cartoline d’epoca. Pur non essendo la facciata quattrocentesca quella “ottocentesca” è facilmente rintracciabile e recuperabile anche se i saggi di questi giorni stanno riportando alla luce un portale in conci di tufo che sembra essere a “sesto acuto” e richiamerebbe l’architettura del magnifico chiostro del convento dell’Osservanza. Sarebbe, inoltre, opportuno e auspicabile che vengano fatti dei saggi archeologici nella piazza adiacente l’ingresso della chiesa proprio alle spalle della torre campanaria”.

“Rinnoviamo la nostra richiesta al procuratore Gratteri e al sindaco Abramo di attivarsi affinché vengano restituite alla città la facciata della chiesa e l’antica torre campanaria al fine di recuperare parte del suo grande patrimonio storico-artistico disperso o distrutto più dall’ignoranza degli uomini che dalle catastrofi naturali. E, infine, alla Soprintendenza affinché dia la giusta attenzione ad una città che ovunque venga indagata archeologicamente fa emergere testimonianze di assoluto interesse”

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