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Lsu Lpu, il 27 aprile iniziativa del sindacato Usb

Alla Cittadella regionale per chiedere stabilizzazione e deroghe

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Per tante lavoratrici e tanti lavoratori calabresi, da decenni impantanati – si legge in una nota del sindacato Usb- nel bacino del precariato che caratterizza il pubblico impiego nella nostra regione, la tanto agognata stabilizzazione pare un miraggio irraggiungibile. Sono circa 800 gli ex Lsu-Lpu rimasti fuori dalle stabilizzazioni realizzate finora, ma per chi invece ha visto finalmente il suo contratto trasformato in un rapporto a tempo indeterminato la bella sorpresa di trovarsi le ore di lavoro dimezzate, e di conseguenza degli stipendi da fame.

L’emergenza pandemica ha scoperchiato in tutta la sua drammaticità la crisi del sistema pubblico italiano, e calabrese in particolare, ma la lezione del Covid pare non essere recepita a nessun livello istituzionale, dal più piccolo dei comuni al governo nazionale. C’è l’urgenza di lanciare una grande campagna di assunzioni nel pubblico impiego, che a tutti i livelli e in tutti i settori soffre di una grave carenza di personale, e tra i lavoratori impiegati una vergognosa percentuale è fatta di precari, sfruttati e spesso senza alcuna prospettiva. Non solo si deve procedere alla stabilizzazione full time di tutti questi lavoratori, ma bisogna bandire nuovi concorsi: è questo l’unico modo per riuscire a garantire i servizi essenziali ai cittadini, altro che tagli, esternalizzazioni e privatizzazioni.

Il 27 aprile dalle ore 10 saremo alla Cittadella Regionale per chiedere stabilizzazione e deroghe per chi è rimasto fuori, l’aumento delle ore lavorative per uno stipendio dignitoso, servizi pubblici adeguati per i calabresi. L’emergenza Covid ci aveva spinto a limitare al minimo le iniziative di piazza, ma l’indifferenza dimostrata dalla politica, locale e nazionale, nei confronti di questi lavoratori ci costringe a questa nuova mobilitazione, perché la fame fa più paura della pandemia.

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