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Quel piccolo mondo della cinematografia catanzarese foto

Alla scoperta delle sale “minori” nella periferia della città

Il famoso film “Cinema Paradiso” incarna ciò che costituì l’avvento del cinematografo, una assoluta novità che alla sua nascita coinvolse la parte “signorile” di una città, ma soprattutto quella più semplice del “popolino” che mai aveva assistito a simili rappresentazioni, ritenendo quel luogo quasi un punto d’incontro come potevano essere i bar o diversamente la piazza, tant’è che alle volte si assisteva ripetutamente alla proiezione dello stesso film.

Si è sempre parlato dei vari cinema esistenti nella città di Catanzaro, il Masciari, il Politeama, il Supercinema, il Comunale, l’Odeon e il “cinema Orso” nel quartiere Lido, che certamente anche in tempi antecedenti a quelli attuali (almeno per quelli tuttora esistenti), hanno rappresentato le principali sale cinematografiche nel contesto cittadino. Tuttavia anche altri cinema avevano “fatto storia” e l’esistenza di alcune sale, per così dire “minori” situate nella periferia della città, costituirono una forte componente per i cittadini, a cominciare dal quartiere marinaro e susseguentemente anche in altre zone che si andranno a delineare. E dunque proprio nel quartiere lido, l’avvento del cinematografo fu per i suoi residenti una particolare novità.

Negli anni ‘50/’60, nel susseguente dopoguerra, due cinema e forse anche tre, erano esistenti nel quartiere marinaro, probabilmente ancor prima che venisse aperto il famoso “Cinema Orso”, fra questi il “Cinema dei Ferrovieri” che, gestito dal signor Francesco Reda (1953), aveva la sua sede difronte l’attuale Chiesa Santa Maria di Porto Salvo, in una bassa e lunga costruzione scelta proprio per la realizzazione di questo cinema. Le poltroncine, in legno, come era usuale un tempo ritrovare nelle sale cinematografiche, pare che ospitassero nella loro totalità circa sessanta persone, sul fondo della sala il telone ove venivano proiettate le pellicole, anche se alle volte il cinema veniva usato per alcune rappresentazioni teatrali (pare avesse anche una zona all’aperto).

Si ricorderà che, con l’avvento della cinematografia, i primi film proiettati appartenevano al cosiddetto “cinema muto” e il suono di un piano ne accompagnava la proiezione anche per nascondere il rumore che proveniva dalla macchina da presa, il tutto in una sala piena di fumo poiché all’epoca non era stato ancora bandito. Una particolare “nota” (da “Il bosco delle immagini ritrovate” di Angelo Di Lieto) ci fa sapere che l’avvento del cinema nel quartiere lido risalirebbe al 1906 e, proprio in riferimento alle proiezioni si doveva tener conto di alcune “regole” basilari, infatti erano assolutamente vietate scene cruenti, quelle che potevano “ispirare” alla delinquenza, in riferimento alla politica, alla morale e tanto altro ancora.

Oltre al “Cinema dei Ferrovieri” anche un altro cinema esisteva nella “Marina” di Catanzaro e, come oggi il “Magna Graecia Film Festival” ci fa vivere la bellezza del “cinema all’aperto”, anche il “Cinema Aurora” aveva il suo svolgimento in un’area esterna, facendo assaporare il piacere di una pellicola proiettata sotto le stelle. Questo cinema, che primariamente nasceva come luogo deputato a rappresentazioni teatrali poiché nel quartiere vi era una “compagnia” che sovente si esibiva, era ubicato fra l’attuale “Ufficio Postale” (ufficio centrale) e l’adiacente bar. Uno spazio di considerevoli dimensioni dava la possibilità di ospitare il pubblico che assisteva alle proiezioni su delle non troppo comode panche in legno. Malgrado la scarsa comodità molti erano coloro che vi si recavano, rappresentando uno dei pochi diversivi estivi del tempo. La “tradizione orale” a questi due cinema ne aggiungerebbe un terzo, che pare avesse la sua sede nell’attuale “Via Genova” quasi difronte l’istituto un tempo occupato dalle suore, ove una zona all’aperto era stata allestita per le proiezioni nel periodo estivo. Tuttavia, si parla anche di uno spostamento del “Cinema Aurora” nella parte finale del Lungomare (lato fiume Corace) ma, in merito a ciò, non si hanno notizie certe. Dal quartiere marinaro ci si vorrà spostare verso il centro cittadino ricordando altri due cinema che probabilmente non tutti ricorderanno, ma sicuramente di rilievo rispetto al loro contesto urbano. Si vorrà dunque parlare di altre due sale cinematografiche, “Kursaal” e “Arena”.

Il primo dei due cinema, per l’appunto il “Kursaal”, era situato nei pressi del “Gasometro”, zona “Fondachello”. Di questo cinema ne parla anche Rino Rubino, grande amatore e conoscitore della storia cittadina, nel suo libro “Catanzaro – La grande bellezza nell’inedita raccolta delle più antiche immagini della città”. Così infatti descrive la sala cinematografica a mezzo di un “trafiletto” di un giornale di quei tempi. All’epoca la gestione era affidata al comm. Domenico De Girolamo e l’accogliente locale, con circa 300 posti a sedere, era dotato di uno schermo “cinemascope” dai bordi di velluto blu. L’ampio cinema, inoltre, possedeva una macchina da presa molto moderna per quel periodo, con una perfetta acustica. Le pareti interne erano adornate da quadri murali, opera del pittore catanzarese Guido Parentela e un piccolo bar era a disposizione della clientela. A quei tempi il costo del biglietto era accessibile a tutti, il “posto unico” veniva 120 lire, mentre il ridotto di 80 lire era designato a militari e ragazzi. All’esterno la particolare insegna di colore rosso contraddistingueva la scritta “Cinema Kursaal” e gli avventori che vi si recavano provenivano anche da altre zone della città poiché costituiva un punto di particolare attrazione. Il cinema, che poi era stato interamente ristrutturato dal comm. De Girolamo (detto Mimì), programmava film di “seconda visione” scelti personalmente da lui in maniera accurata, vista la quarantennale esperienza. Sempre degli anni ‘50/’60 è la “storia” del cinema “Arena”, situato nel quartiere Pontegrande della città.

Il cinema (che pare fosse provvisto di due sale ed un’area esterna per le proiezioni estive) dalle informazioni raccolte nacque grazie alla volontà di alcune famiglie storiche della zona che, dividendo la spesa, acquistarono la macchina da presa che ebbe ben quindici anni di “attività” con la realizzazione del cinema, una vera innovazione per una crescita soprattutto culturale.  Proprio lo scorso anno la macchina da presa venne donata all’Assessorato alla Cultura per essere restaurata per poi trovare successivamente posto nel Complesso Monumentale del San Giovanni ed essere così visionata da tutta la cittadinanza. E dunque, questi alcuni dei cinema che nel tempo diedero “vita” alla città e in quelle sale, piccole o grandi che fossero si condensavano momenti di grande “comunione”, con quel forte odore di tabacco delle sigarette o quel “clamore” conseguente protesta di una pellicola rotta o ancora quando in sala calava completamente il buio e ci si immergeva nelle magiche trame dei film, tanto che vederne la visione diventava un vero e proprio evento.

Momenti sicuramente “memorabili” che, ricordandoli, permettono di fare un salto nel passato, ripercorrendo tratti di storia della nostra città e registrandone l’incessante mutamento del tempo.