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Multopoli: le motivazioni della sentenza, dalle assoluzioni alle condanne

Senza l'utilizzo delle intercettazioni per i giudici è stato impossibile arrivare ad una condanna per gli imputati. E' quanto emerge dalle motivazioni

Sono state considerate inutilizzabili gran parte delle intercettazioni a carico degli imputati. Questo prevalentemente alla base della pioggia di assoluzioni, ben 42, con cui si è concluso il processo Catanzaropoli Multopoli lo scorso 28 gennaio e che ha visto i giudici del Tribunale collegiale di Catanzaro, presieduto da Alessandro Bravin, condannare solo 5 persone: Giuseppe Antonio Salerno, Domenico Tallini, Salvatore Tarantino, Luigi Veraldi e Antimo Paternuosto.

Ieri sono emerse le motivazioni di un breve dispositivo letto in aula. Lunghe motivazioni, 168 pagine, dalle quali emergono, quelle che per i giudici sono le responsabilità per i cinque indagati e contro le quali Tallini ha già annunciato Appello.
Il Colonello “Tarantino viene condannato per due episodi che coinvolgono l’ex assessore regionale Domenico Tallini”. Il primo riguarda una multa tolta per la quale in base a quanto scrive il collegio “viene provata la condotta di falso” per un’aggiunta di grafia diversa dal primo scrittore. Il secondo riguarda sempre l’auto di Tallini il quale chiama con tono alterato il colonnello dopo una contestazione di infrazione alla sua auto “declina le ragioni della contestazione di infrazione, non nega la natura abusiva del suo comportamento, censura l’ineducazione del vigile urbano, pretende l’intervento di Tarantino che prontamente si rende diligente”. In quel caso la multa fu tolta con la motivazione “auto con autorizzazione regionale”.

Il comandante Salerno è stato condannato con un unico capo di imputazione: “archiviare in quanto la vettura era autorizzata per riunione dei sindaci”. Con questa motivazione addotta, per i giudici è provata “la condotta di falso consapevolmente consumata da Salerno, posto che per annullare il preavviso di accertamento aveva attestato la ricorrenza di un’autorizzazione inesistente perché mai rilasciata né concessa”.