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Il Catanzaro sorride: lucidità e quell’abbondanza ritrovata

Dalle prestazioni super di Maita, Tascone e Casoli all'esperimento Di Livio. Aspettando De Risio e Urso la concorrenza aumenta. E Grassadonia avverte: «Chi si metterà più in mostra avrà una chance»


di Gianfranco Giovene 

Il cuore e il cervello: muscolo che dà la spinta il primo, organo che manda gli impulsi e coordina tutto il secondo. Stanno entrambi al centro, nel calcio, in quella trincea di mediana dove si tesse gioco e si ragiona. E sembrano godere tutti e due di buona salute nel corpo del Catanzaro come dimostrato dall’ultimo match contro il Catania e più in generale dalla fortunata abbondanza ritrovata da Grassadonia in questa fase. Come ogni cura anche quella proposta dal nuovo tecnico ha avuto bisogno di un po’ di tempo per attecchire: in alcuni casi è stato necessario fermarsi a rifiatare, in altri invece è risultato utile sperimentare e percorrere vie alternative. Ora però la quadra sembra essere stata trovata e gli effetti cominciano a vedersi. 

GARANZIE – Il salutare stop dei turni scorsi, per esempio, ha consentito a Maita di tirarsi nuovamente a lucido e riprendersi la fascia con una prestazione da assoluto protagonista domenica sera contro il Catania: una prova per certi versi vicina alla sua migliore stagionale contro la Reggina al “Granillo” e che certo fa ben sperare in ottica futura. Così come brillanti sono apparse le performances di Casoli e Tascone da interni al suo fianco in un felice abbinamento di qualità e quantità che è andato anche oltre le previsioni. Questo il trittico che al momento sembra dare maggiori garanzie all’allenatore salernitano che nella transizione non ha comunque disdegnato qualche esperimento.

ESPERIMENTI – Come Risolo in regia – soluzione che ha funzionato a tratti – o come Di Livio mezzala, ipotesi senza dubbio più intrigante ed in linea con la filosofia del «coinvolgere più giocatori possibili per trovare utili variazioni al tema». «In un centrocampo a tre – aveva avuto modo di sottolineare Grassadonia riferendosi al figlio d’arte impiegato in quel ruolo sia contro l’Avellino che contro il Monopoli – è l’unico calciatore che può darci quel qualcosa in più negli inserimenti tra le linee» e in caso di partite da condurre all’assalto, con maggiore spinta e fantasia, l’opzione potrebbe essere rispolverata.

ABBONDANZA – C’è poi un altro fattore che rinfranca e rassicura il tecnico: la possibilità per la prima volta dal suo arrivo di poter contare su margini di scelta più larghi e di spessore nel reparto. «Lavorare sull’abbondanza mi piace – aveva detto qualche giorno fa – anche perché questo vuol dire alzare il livello degli allenamenti». Motivo ovvio per cui sorridere guardando al rientro centellinato di Urso – che sta ritrovando forma e peso dopo il lungo stop – e al recupero di  De Risio che proprio dalla ripresa di oggi a Giovino può considerarsi di nuovo arruolabile a tutti gli effetti dopo il lungo stop per infortunio. Gerarchie da riscrivere, da modificare settimanalmente per via della concorrenza feroce. «Chi si metterà più in mostra in allenamento conquisterà una chance»: perché ora che cuore e cervello hanno capito come lavorare, da ogni cellula e da ogni fibra sarà lecito attendersi di più.