A Catanzaro anche dall’estero per la grande breakdance. Anzi, chiamatela breaking foto

Gli appassionati ricordano la denominazione esatta della disciplina che nei giorni scorsi ha portato in città 200 atleti da 17 nazioni. Ivo Sart e Giovanna Fontana due pezzi di novanta del movimento locale domenica si esibiranno in Villa Margherita

Chi vorrà potrà ammirarli e apprezzare la loro bravura domenica prossima a Villa Trieste, ospiti del Carnevale da Margherita manifestazione organizzata dall’omonima associazione, dal Comune di Catanzaro con la collaborazione di Catanzaroinforma. Stiamo parlando di Ivo Sart e Giovanna Fontana anche conosciuta come b-girl Solid, due pezzi da novanta del Breaking locale.

I media usano spesso il termine “breakdance” per definire questa forma di danza acrobatica e spettacolare, codificata un po’ come forma artistica un po’ come attività sportiva agonistica. Chi invece la pratica o semplicemente ne è appassionato preferisce la definizione originale, cioé “Breaking“.

Il movimento del Breaking è nato durante gli anni ’70 nel Bronx a New York ed è giunto nel millennio successivo, manifestandosi nel corso dei decenni, rappresentando generazioni e continuando ad avere estimatori e praticanti in tutto il mondo.

Per quanto riguarda l’Italia troviamo anche il sud con Campania, Puglia, Sicilia e ovviamente la Calabria. Esempi? Carmen C. Sorbara, anche conosciuta come Leva57, La DJ e organizzatrice calabrese degli eventi Hip Hop e Breaking in Italia, Europa e USA che rappresenta la crew mondiale e storica di Breaking per eccellenza, la Rock Steady Crew.

Di un altro successo nostrano del Breaking abbiamo già parlato alcuni giorni fa: Giovanna Fontana, 19 anni, ha ottenuto il podio di vice campionessa italiana ai campionati assoluti Breaking Fids, puntando a obiettivi internazionali che non possono assolutamente esserle preclusi vista la sua giovane età.

Il Breaking catanzarese ha brillato recentemente anche dal punto di vista organizzativo di eventi. Oltre 200 infatti sono stati i b-boy e le b-girl che hanno preso parte a due eventi gemelli che si sono tenuti il 2 febbraio al Parco Commerciale Le Fontane: Il “Follow Da Beat”, ovvero la competizione aperta nella partecipazione sia a ragazzi che ragazze di tutte le età che dopo 4 edizioni italiane si è proposta nel 2020 per la prima volta come appuntamento internazionale, e a cui hanno partecipato atleti e artisti provenienti da 17 nazioni europee e perfino dagli States, Messico e Russia; la kermesse femminile, proposta per la prima volta, si chiama invece Welcome to the Next Leva B-Girl Battle.

Si è trattato di una giornata ricca di spettacolo e competizione: anche l’evento è stato organizzato dal Parco Commerciale Le Fontane e dal team di giovani innamorati di questa disciplina, cioé il b-boy Ivo Sart, Giovanna B-Girl Solid, Leva57 e Jake.

Seguito musicalmente dal DJ inglese Renegade del gruppo Soul Mavericks e dal lametino DJ 2Ro, da una giuria internazionale d’eccezione come la svizzera Jazzy Jes, anche lei parte della Rock Steady Crew, il portoghese Max della Momentum Crew e il siciliano Kacyo della crew DeKlan, l’evento ha animato inizialmente la zona in cui è ubicato il cinema The Space e successivamente l’interno della struttura principale del centro commerciale Le Fontane.

Sfide uno contro uno fino a sera hanno visto come vincitrice del “Welcome To The Next Leva” la b-girl polacca Paulina e b-boy Danger per quanto riguarda gli under14. Tantissimi i premi, in denaro ma non solo. Per quanto riguarda il Follow Da Beat c’era in palio la qualificazione alla competizione World Battle, evento mondiale che si terrà a Maggio in Portogallo, dove sarà Alessio da Lecce, in arte b-boy Snap, a rappresentare l’Italia.

Di appuntamenti internazionali il futuro del Breaking calabrese sarà sempre più ricco e già da un po’ di tempo è nell’orbita olimpica. Ha assegnato titoli ai Giochi giovanili del 2018 e 2022 ed è nel programma di quelli maggiori di Parigi 2024. Insomma: complimenti, applausi e lunga vita alla breakdance. Anzi no, forse nel 2020 è definitivamente giunta l’ora che anche i media inizino a chiamarla Breaking. Lo chiedono praticanti e appassionati con sempre maggiore convinzione.