Tutti pronti per Catanzaro-Reggina, Auteri: “Servono testa e cuore”

Il tecnico delle Aquile alla vigilia della sfida con la capolista. "Francavilla? Brucia ancora ma mettiamoci una pietra sopra e andiamo avanti"

«Testa e cuore». Detta la ricetta per il derby Auteri, certo che dopo Francavilla, il suo Catanzaro saprà rialzarsi contro la prima della classe. Testa e cuore per tornare alla vittoria, per riscattare il bruciante kappao dell’andata – vero spartiacque in negativo della prima parte della stagione – e per continuare  la faticosa risalita. Ciò che di fatto hanno chiesto anche i tifosi quest’oggi alla rifinitura – in trecento sugli spalti – e che tutto l’ambiente si aspetta in una partita per tanti motivi diversa dalle altre. Speciale e arroventata.

Gaetano Auteri

«METTIAMOCI UNA PIETRA SOPRA» – La sconfitta di sabato in Puglia brucia eccome nella truppa ma è tanta la voglia di voltare subito pagina. «Abbiamo fatto tanti errori – ha detto Auteri – soprattutto sul piano dell’atteggiamento e della concentrazione. Senza questi fattori non si fanno risultati – ha aggiunto – probabilmente qualche elogio di troppo e il pensiero a traguardi lontani ha distolto l’attenzione. Occorre un bagno di umiltà, certe scelte forse non sono state capite ma dagli errori si può sempre imparare».

«UN ALTRO CATANZARO» – I tempi stretti hanno ovviamente obbligato i giallorossi a farlo allo stretta, ciononostante l’allenatore non ha dubbi: domani in campo sarà tutt’altro Catanzaro. «Non avremo l’atteggiamento di sabato – ha rimarcato Auteri – La Reggina è prima con merito ma noi non siamo lontani per valore tecnico tattico. Sarà una partita equilibrata e sofferta e serviranno concentrazione elevata, equilibrio, sacrificio e voglia per spuntarla». Un match importante ma non fondamentale nel quale per il coach non conteranno le tensioni dell’andata: «Ciò che importa è la continuità e a questo bisogna pensare – ha sostenuto – Loro saranno accolti bene anche se così non è stato con noi: nella prima gara non c’è stata tanta correttezza ma vogliamo elevarci».