Catanzaro Calcio, dalle “piccole botti” un tesoro di assist

Corapi e Di Livio in testa nella classifica dei suggerimenti a rete. Il capitano fin da subito punto fermo di Auteri; l'ex Matera invece dovrà tornare a convincere

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Nella botte piccola c’è il vino buono, quello di qualità. Vale davvero il vecchio detto e lo sa bene anche il Catanzaro che tra andata e ritorno ha avuto modo di scoprire proprio nei suoi “piccoletti” Di Livio e Corapi un tesoretto di assist corposo, quantificabile in totale in otto preziosissime dettature al gol. Quattro i servizi a rete offerti del figlio d’arte: il primo in Coppa Italia maggiore contro la Casertana (per Nicastro), poi a ruota in campionato contro la Sicula Leonzio (per Fischnaller), contro la Viterbese (per De Risio) e contro la Paganese (per Tascone); altrettanti i varchi aperti in attacco dal nuovo capitano, in coppia collaudata con Tulli – asse vincente tra i due ex Trapani sia contro la Sicula che contro la Viterbese – ma geometrico anche per gli offender arretrati Riggio e Celiento – con laziali e siciliani ancora vittime designate.

Numeri simili per i due, rendimenti alla lunga contrapposti però. Perché se sin dal suo arrivo il local player è divenuto punto fermo e inamovibile dello scacchiere di Auteri, costretto a fermarsi per un affaticamento agli adduttori solo nell’ultimo turno contro il Bari, il numero venti invece è andato via via defilandosi nei radar, complice anche un guaio muscolare – stiramento – che lo ha tenuto ai box nelle ultime settimane prima dello stop delle attività. In concomitanza del mercato di gennaio pareva addirittura pronto a svuotare l’armadietto, poi il ritorno in sella di Auteri e qualche consiglio giusto – «è giovane e nella competizione bisogna manifestare impegno e voglia di sacrificarsi» aveva detto il tecnico sul suo conto prima della Viterbese – lo hanno riportato in carreggiata. L’ultimo avvio da titolare risulta ad oggi quello brillante di Pagani; il gettone più fresco invece è quello di metà febbraio, a gara in corso, contro la Casertana al “Ceravolo”.

Nell’ipotesi di un nuovo avvio – difficilmente pronosticabile al momento, anche alla luce del rinvio del Consiglio Federale che si sarebbe dovuto pronunciare in merito – il loro apporto di “piccole botti” potrebbe rivelarsi quanto mai fondamentale. E chissà che la sosta forzata, in tal senso, non possa contribuire a far fermentare un vino ancor più ricco. E prezioso.

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