Catanzaro, l’ex Van Ransbeeck: ‘E’ Auteri l’arma in più’

Il centrocampista belga, ora al Taranto, tra presente passato e futuro. ‘Il mister fa la differenza. L’esonero ha inciso sul cammino’

Catanzaro che segna, che una volta conosciuta resta dentro. Catanzaro che è palestra e fa maturare, che implica responsabilità importanti ma sa anche ripagare con entusiasmo e calore. E’ un po’ il ritornello fisso di tutti gli ex: i tanti transitati negli anni dal “Ceravolo” che hanno lasciato un segno. Lo è di certo anche per Kenneth Van Ransbeeck, primo belga della storia a vestire la maglia giallorossa – una quarantina le presenze spalmate in due campionati nella transizione Cosentino-Noto – ed un feeling d’affetto che pare essere rimasto intatto con la piazza. «Il Catanzaro ora lo seguo da tifoso» dice da Taranto, dove è approdato dopo la parentesi di inizio stagione a Rimini: da lì, a parole, ha provato a fare ordine tra passato, presente e futuro.

PASSATO – «Quelli in giallorosso sono stati due anni intensi ed importanti per me – ha ammesso Van Ransbeeck – Nonostante i risultati di squadra fossero deficitari – playout al primo colpo, lotta per la salvezza al secondo – il sostegno della piazza non è mai mancato. Un’esperienza che mi ha fatto maturare – ha aggiunto – in una realtà esigente, in cui è obbligatorio dare il massimo, e nella quale si impara sia dal positivo che dal negativo». I colori dei derby sono ciò che di più vivido rimane nella memoria: «l’amarezza dell’esordio con il Cosenza, con una cornice di pubblico però fantastica, e la gioia di quel playout vinto a Vibo, dopo un anno tribolato e difficile. Sarei voluto rimanere – ha spiegato il belga – ma la società ha fatto la sua scelta ed a me toccata solo accettarla». Ovvio il rimpianto per il distacco, specie perché coinciso con l’arrivo al timone di un allenatore come Auteri: non che gli altri fossero da meno – «con Erra il rapporto era ottimo, a Pagani sta confermando di essere un valido allenatore, ed anche Pancaro era molto preparato» – ma per il mediano, l’ex Matera «è di gran lunga il migliore della categoria, capace di fare la differenza e plasmare in maniera precise le sue squadre».

PRESENTE – Logico dunque che «il suo allontanamento a stagione in corso abbia influito sul cammino altalenante della squadra»: «nulla togliendo a Grassadonia – ha affermato Van Ransbeeck – non è mai facile cambiare a campionato iniziato, ancor di più quando si tratta di sostituire un mister che dà una filosofia totalizzante ai suoi». E dire che a livello di organico i giallorossi quest’anno si presentavano ai nastri di partenza per obiettivi ben più ambiziosi: «Mai mi sarei aspettato a questo punto della stagione una simile distanza dal vertice – ha detto il centrocampista – ma il girone meridionale non è facile e non è detto che spendendo di più si raggiunga automaticamente la vittoria. La Reggina ha un bel gruppo, il Bari una società forte, eppure nell’ultimo match il Catanzaro se l’è giocata alla pari»

FUTURO – Chissà come andrà a finire ora con un campionato bloccato e un’attualità funestata dalla pandemia Coronavirus. «In situazioni come queste è giusto adeguarsi – ha affermato il mediano, diviso in questa fase tra famiglia, allenamenti casalinghi e studi universitari ripresi – Anche noi a Taranto alleniamo la forza con la speranza di riprendere ma la vera priorità ora è la salute».