Catania-Catanzaro, sfida mancata. L’ex Borghi passa ai raggi X le deluse

L'ex punta: «La pressione fattore determinante. La strategia dei cambi in corsa non sempre paga. Futuro? Meglio annullare i campionati».

Non ci fosse stata l’emergenza Coronavirus, i suoi drammi connessi e purtroppo ancora attuali, l’isolamento obbligato e la giusta sosta anche nel calcio, quella di oggi sarebbe stata una domenica importante per il Catanzaro. Uno di quelle domeniche che senza fatica si sarebbe definita “calda” vista la portata del match in calendario, la classifica del momento, il palcoscenico e pure quel mix di tradizione e rivalità tipico delle sfide in cui grandi club incrociano le spade. Ci si sarebbe trovati sotto i riflettori del “Massimino” di Catania, giallorossi contro rossazzurri. E sarebbe stato l’ennesimo snodo fondamentale per entrambi – il terzo dopo il precedente di campionato vinto dalle aquile e il “dentro-fuori” di coppa conquistato dai siciliani – in una stagione pressoché sbiadita sia sui tre colli che ai piedi dell’Etna. Così non è, però: nell’ennesima domenica senza pallone, ci pensa il doppio ex Carlo Borghi a passare ai raggi X i cammini delle due truppe.

DELUSIONI – Di delusioni, a conti fatti, bisogna parlare perché «per blasone di città e club oltre che per i propositi ambiziosi che anche quest’anno, come nei precedenti, erano stati formulati in partenza, da Catanzaro e Catania ci si sarebbe aspettati di più. Sono due squadre che ogni anno finiscono tra le favorite sulla carta – ha sottolineato l’ex punta, che con i giallorossi, nell”80-’81, esordì in A – ma che poi alla prova del campo smentiscono i valori con stagioni altalenanti». Vallo a capire il perchè. «Determinante è il fattore della pressione – ha detto Borghi – il dover vincere a tutti i costi che pesa eccome. Alcuni giocatori la sanno gestire, altri invece no e pur essendo ottimi elementi dal punto di vista tecnico non riescono a rendere al meglio. Da altri parti si gioca sulle ali dell’entusiasmo – l’esempio dello splendido Monopoli di Scienza è calzante – perché lì il contorno non pressa e le aspettative sono di gran lunga minori. Sono evidenti comunque gli sforzi dei club a livello di investimenti nelle campagne acquisti – ha proseguito – ora a Catania c’è una crisi societaria in atto mentre la base a Catanzaro è solida, seria e sta lavorando bene».

CAMBIARE – Rivoluzione pare essere stata ancora, però, la parola chiave di entrambe quest’anno. «Il cambio di tecnico ha influito sia in una piazza che nell’altra – ha affermato Borghi – così come i cambi di gennaio hanno certificato un aggiustamento sostanzioso nelle aspettative di inizio campionato. Si è cercato un po’ di raddrizzare il cammino in corsa ma questa strategia non sempre paga». Ricco e proficuo il mercato del Catanzaro a gennaio – chissà cosa sarebbe successo se si fosse agito così in estate e se non si fosse rotto con Auteri ad ottobre – parsimonioso ed attento ai bilanci quello del Catania – con l’avvicendamento tra Camplone e Lucarelli avvenuto nelle stesse ore di quello tra il tecnico di Floridia e Grassadonia.

FUTURO – Ai blocchi di un’eventuale ripartenza giallorossi e rossazzurri si presenteranno per il riscatto. «Difficile che si ricominci – ha comunque sottolineato Borghi – I giocatori sono a casa, si stanno allenando da soli ed in maniera incompleta; meglio una soluzione drastica con l’annullamento di tutti i campionati senza promozioni o retrocessioni. Anche perché eventuali playoff e playout sarebbero comunque falsati – ha proseguito – e a porte chiuse non sarebbe comunque calcio».