Verso i playoff. L’ex Forziati: ‘Catanzaro, provaci: testa, gambe e…Di Piazza per la B’

Alla guida dei giallorossi con Dionigi, lanciò la punta ad Agrigento. "Spareggi complicati. Ma Matteo è devastante e nulla è impossibile"

Giusto ricominciare, riprendere la via della normalità. E giusto crederci nei playoff che potrebbero rappresentare per il Catanzaro la possibilità di riscattare una stagione per altri versi poco soddisfacente. Certo, ci sarà da battagliare non poco visto il cammino in salita e la portata dei competitor, ma le armi ci sono tutte, compreso un bomber che nelle partite importanti sa farsi trovare pronto. Così la pensa Ezio Forziati, vice di Dionigi nell’esperienza giallorossa del 2018, primo – in coppia con Legrottaglie – a lanciare Di Piazza nella sua annata più prolifica di Agrigento.

«PERIODO PILOTA» – Giusto ricominciare, si diceva. In una sorta di «periodo pilota utile per capire come convivere con il virus e come affrontare il post-emergenza». «Un tentativo andava fatto – dice Forziati – Con un numero cospicuo di contagiati sarebbe stato meglio interrompere e riprendere la prossima stagione ma con i numeri in calo, normale ricominciare con cautela». Che si ritorni in campo è un fatto positivo, meno lo sono certamente i cortocircuiti di sistema, l’incertezza e la confusione che hanno condotto all’ultimo Consiglio Federale: «Difficile trovare norme capaci di accontentare tutti – afferma l’ex tecnico delle aquile – le linee varate hanno evitato solo in parte i tribunali e la speranza è che da questo momento delicato il calcio possa uscire migliore». Magari attraverso una riforma «che certamente va fatta, ragionando anche sui format dei vari campionati».

«PLAYOFF, TUTTO PUO’ SUCCEDERE» – Un pensiero in linea con quanto sostenuto da sempre anche dai vertici del Catanzaro che oltre a denunciare la necessità di un rinnovamento interno per il futuro hanno trattenuto a fatica il malcontento per il regolamento approvato per gli spareggi. «Qualcosa di meglio poteva essere fatto per evitare che alcune società venissero penalizzate dal fattore campo – dice Forziati – Per chi si troverà a giocare lontano da casa, in gara unica, i playoff saranno più complicati del solito. Sono però regole emergenziali, linee dettate per rispettare le tempistiche, e alla fine tutto può succedere». Tutto, compreso il sovvertimento dei pronostici. «Vero è che i giallorossi partiranno sfavoriti per la posizione in classifica ma il demerito è essere arrivati settimi in questo campionato: con la squadra allestita e la competenza di mister Auteri era ragionevole auspicare un piazzamento tra le prime tre. Con il giusto approccio mentale e fisico però le più attardate potrebbero diventare mine vaganti e le aquile potrebbero riscattarsi in pieno». Esempio chiaro: «Se all’ottantesimo si è ancora sullo zero a zero gli ospiti svantaggiati tenteranno il tutto per tutto con la leggerezza mentale di chi non ha nulla da perdere mentre dall’altra parte, quella dei cosiddetti avvantaggiati, la pressione potrebbe anche giocare brutti scherzi». Bari, Reggina e Carpi le favorite sulle carta: «ma i galletti, che entreranno ai quarti, giocheranno la prima contro una squadra che ha già minutaggio nelle gambe. E poi ci sono anche Catania e Virtus che si giocheranno una grossa fetta di futuro».

«DI PIAZZA? ARMA IN PIU’» – Una mano in più ai giallorossi potrà darla il bomber Di Piazza, acquisto brillante del mercato di gennaio, auspicato grimaldello per vincere la maledizione degli spareggi. «Può fare tranquillamente altre categorie, anche la B – dice Forziati – Ha potenzialità fisiche sulla corsa e nella profondità, se innescato bene, sa essere devastante. E poi è un sanguigno, uno che non vuole mai perdere: potrà trainare il resto della squadra in questo genere di partite ed essere decisivo come lo fu ad Agrigento». Quell’anno, per la punta di Partinico, il miglior score di marcature tra i professionisti.

RAMMARICO GIALLOROSSO – Catanzaro continua poi ad ispirare solo sorrisi all’ex mister. «Mi porto dietro una cartolina assolutamente positiva dell’esperienza in giallorosso – dice – Il rammarico è di non aver potuto dare continuità al lavoro che con Dionigi avevamo portato avanti, tre le difficoltà. A livello organizzativo c’erano tanti problemi – sottolinea – la proprietà era importante ma ancora in fase di start-up; la squadra però non ha mai demeritato, nemmeno contro le grandi, lanciando anche qualche giovane come Marin ora in B e guardato con interesse dalla A».