Addio a Mario Corso, grande interista. Nel 1983 la sua parentesi sfortunata come allenatore del Catanzaro

Guidò le Aquile per sole dieci giornate in serie B. Esonerato con la squadra più volte sconfitta. Ma senza di lui le cose non andarono meglio

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Certamente se si pensa a Mario Corso la casacca giallorossa del Catanzaro non è esattamente la prima cosa che viene in mente. Grande protagonista della corazzata di Herrera, piede sinistro di Dio si ricorda soprattutto a difendere e vincere con i colori nerazzurri. E infatti sono proprio soprattutto i supporter dell’Inter a piangerlo, oggi che è morto all’età di 79 anni dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale. A quella società guidata da Angelo Moratti Corso lega sedici di carriera, centinaia di presenzE, 4 scudetti e 4 Coppe internazionalI la fama meritata di formidabile battitore di calci di punizione massimo esponente di quel tipo di calcio piazzato preciso e leggero che venne definito a foglia morta.

Eppure Mariolino, come tutti continuarono a chiamarlo anche in età adulta e in vecchiaia, fece un passaggio da queste parti anche se non certo fortunato quando aveva appeso gli scarpini al chiodo e aveva tentato di ripetere da allenatore gli stessi successi ottenuti da calciatore.

Era il campionato di B 1983-84, quello seguito all’ultima sciagurata serie A (13 punti in 30 partite) della storia del Catanzaro. L’obiettivo dei vertici giallorossi in quello che sarebbe stata l’ultima annata dell’era Merlo? Una pronta risalita. Corso avrebbe dovuto essere timoniere di una squadra rinnovata ma che comunque puntava molto su elementi come Cascione, Cervone, Braglia e Bivi che con le Aquile avevano giocato in massima serie. Le cose però non andarono bene sin dall’inizio.

Cinque sconfitte e una sola vittoria nelle prime nove gare con un solo successo, rocambolesco con il Pescara. Catanzaro a fondo classifica e Come succede di solito in questi casi pagò il tecnico anche al di là delle sue responsabilità. Alla decima giornata arrivò Renna ma la storia dimostrò che il problema non era nel manico. La squadra a fine stagione arrivò ultima e salutò la B che ritrovò seppure per un anno solo la stagione successiva con Fabbri in panchina, Pino Lorenzo in avanti e un altro Pino, Albano, alla presidenza.

Cordoglio: L’US Catanzaro 1929 esprime il suo cordoglio per la morte di Mario Corso. Straordinario calciatore della grande Inter che caratterizzò la scena calcistica degli anni Settanta, “Mariolino”, come tutti lo chiamavano, ebbe trascorsi anche con i giallorossi quando l’allora presidente Merlo lo chiamò in panchina per provare a riportare le Aquile in serie A. Era il campionato di serie B, stagione ’83/’84.
Alla famiglia Corso le più sincere condoglianze da parte del presidente Floriano Noto e di tutta la compagine giallorossa.

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