Il saluto di Signorini: ‘Aquile, è stato bello. Ai nuovi dico: grinta”

Il difensore: «Rammarico per il primo anno ma che ricordo quel derby a Reggio. I tifosi giallorossi meritano impegno»

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Fosse dipeso da lui l’esperienza a Catanzaro sarebbe proseguita. Probabilmente senza nemmeno l’intermezzo di gennaio scorso – «comunque positivo ed affascinante» – di Trieste. Ma le strade del calcio sono fatte perlopiù così: nascono per congiungersi e con la stessa naturalità, dopo un po’, si dividono. A volte con rancore, altre volte – ed è questo il caso di Andrea Signorini e delle aquile – con lo stesso sorriso del primo incontro. Fresca l’ufficialità della sua rescissione dai giallorossi dopo due stagioni; oggi, per lui, la firma a Gubbio per una nuova avventura. Su una nuova strada.

«PRIMO ANNO, CHE RAMMARICO» – «A Catanzaro mi sono trovato molto bene – le parole del difensore – Mi era già dispiaciuto a gennaio lasciare il club e per questo avevo rivolto un arrivederci ai tifosi. Porterò con me l’esperienza fatta: i tanti amici sul campo ed il rapporto bellissimo con tifoseria e società». Innegabile il rammarico per non aver potuto centrare insieme il sogno promozione fissato all’arrivo. «Ho ancora in gola il nodo per la prima stagione – ha sottolineato Signorini – Quel playoff perso e le partite clou in cui forse per inesperienza siamo caduti. Trapani all’andata, Juve Stabia al ritorno, Catania in casa – ha ricordato – Se le avessimo vinte avremmo potuto puntare in alto». Il restyling imposto dalla società poi ha complicato un po’ le cose: «E’ stato difficile ritrovare l’amalgama del primo anno e ci siamo ritrovati agli spareggi da settimi».

«LA MAGIA DI QUEL DERBY A REGGIO» – A voler cercare due foto copertina per l’avventura si potrebbe dire Reggio Calabria e il Monopoli. «Quel derby vinto in trasferta è stata un’emozione unica – ha sottolineato il centrale, tornando con la mente al tre a quattro del “Granillo” del febbraio 2019 – stadio pieno, quattro gol in un tempo e il brivido fino al fischio finale». Con i pugliesi invece il gol forse più importante – «non il più difficile o bello visto che ero sulla linea di porta», ha scherzato: «Arrivavamo dal pareggio beffardo di Castellammare, segnare sotto la curva è stata una vera liberazione». Tre in tutto le reti messe a segno dal difensore in giallorosso che oltre ai biancoverdi ha punito anche Sicula Leonzio e Viterbese nello stesso anno. «Catanzaro è una piazza che ha fame di calcio – ha aggiunto – Il pubblico lì è una spinta in più ed in questo momento è brutto pensare ad uno stadio vuoto. Stiamo vivendo un’emergenza più grande di noi, è vero: con cautela penso però che sarebbe un bel messaggio riaprire i cancelli».

«AI NUOVI DICO: GRINTA» – Nel suo futuro, come detto c’è già la sfida di Gubbio. Ma un pensiero a chi arriverà a Catanzaro dopo di lui non manca. «Ai nuovi dico: metteteci la grinta perché Catanzaro questo vuole e questo merita – ha sottolineato il difensore – Qui il pubblico ti applaude per come combatti in campo prima che per la vittoria, e ricordo bene l’incitamento dei tifosi anche dopo lo zero a tre in casa contro la Juve Stabia».

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