Il Giro d’Autunno emoziona Catanzaro. Tra tifo e curiosità, smartphone iperattivi e applausi per tutti fotogallery

Si evoca Pantani, si cerca Nibali, ci si posiziona vicino al Gpm cittadino per osservarli, ma i corridori sono frecce che si riesce appena appena a fotografare

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Un buon numero di appassionati a bordo strada, una partecipazione popolare che in tempi non pandemici sarebbe stata certamente maggiore, una atmosfera dimessa complice la giornata tipicamente autunnale inevitabile per un evento fuori stagione come quello in corso: ma il Giro è sempre il Giro. Catanzaro lo accoglie adeguatamente e dignitosamente, come si fa con un ospite che ti riserva una visita veloce, fugace ma gradita.

Generico ottobre 2020

No, non c’è una star da osannare, un ciclista di riferimento, un mostro di popolarità, una rivalità tra cui dividersi. E allora? E allora gli applausi sono per tutti, in ogni parte del territorio comunale toccato dalla carovana. E mai quanto quest’anno questo passaggio questo flusso umano impetuoso sembra sintomo di vita, di speranza, di una umanità che cerca di recuperare se stessa, e superare i propri limiti.

La gente lo avverte questo. Magari inconsciamente, ma lo avverte. Qualcuno però il tifo lo fa, per esempio evocando ad alta voce un acuto di Nibali. Altri con uno striscione ricordano Marco il Pirata che ormai da 16 anni è passato ad altra dimensione. Eppure ogni volta che sulle strade e in tv cento, o duecento superman gareggiano per un traguardo volante, un gpm, una crono, una tappa, una maglia, il ricordo di Pantani riaffiora spesso e improvvisamente in chi guarda. Un po’nostalgia e un po’ confronto. C’è chi segue da un balcone o chi riempie di bandiere giallorosse un tratto di strada, perchè l’ospite va accolto con gentilezza e cortesia ma mostrando comunque con orgoglio i colori più familiari.

I corridori di oggi hanno fama soprattutto tra gli appassionati delle due ruote ma difficilmente sono così conosciuti a chi non è esperto. Prendete Filippo Ganna, anni 24, big della pista, cronoman su strada di livello supremo (della disciplina è fresco campione del mondo), prima maglia rosa di questa corsa rosa. Il suo bisnonno nel 1909 ha vinto peraltro il primo Giro della storia.

Oggi è il nome più noto che anima il primo tratto della tappa tra Mileto e Camigliatello Silano quello proprio verso Catanzaro eppure non molti sanno chi è. Il bello del giro a Catanzaro è proprio questo. Pochi esperti ma molti curiosi che riescono ad interessarsi, che sentono il momento, scaricano la batteria dello smartphone per produrre video amatoriali, che vivono un evento che se non fosse passato non lontano da dove si abita forse non avrebbero nemmeno calcolato.

E questi curiosi i posti in cui posizionarsi li scelgono bene. Magari nel centro storico, a due passi dal traguardo del “gran premio della montagna” di Corso Mazzini, dove sono in tanti e aumentano via via che si avvicina il momento del transito.

Arrivano mezz’ora prima, quando ancora di tanto in tanto passa solo qualche ammiraglia, qualche auto degli sponsor, le forze dell’Ordine e il camioncino che vende per venti euro la polo ufficiale della corsa rosa. Poi l’attesa cresce si avverte nell’aria. Iniziano a rincorrersi le voci tra social e realtà. “Sono a Lido, sono a Bellavista. Eccoli”

Arrivano scaglionati. Al gpm primo Zardini (Vini Zabù), davanti a Carretero della Movistar e Puccio della Granadier.

Gli altri staccati, Ganna incluso. Il gruppo con la maglia rosa, il cosiddetto gruppone giunge dopo quattro minuti più o meno. I ciclisti come al solito sono delle frecce, si ha appena il tempo di fotografarli prima che proseguano la loro corsa verso gli altri Gpm, verso le montagne silane, verso il traguardo di frazione. Una emozione, per tutti quelli che osservano ammirati. Anche se non ci sono folle oceaniche, anche se è un giro autunnale e non primaverile, anche se conviviamo con una pandemia.

 

In questa pagina i servizi video e foto, le dirette Instagram e Facebook già trasmesse dalla pagine social di Catanzaroinforma

 

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