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Catanzaro, storie di nebbia e dolci ricordi

Ieri lo stop alla gara contro la Viterbese. In passato due precedenti contro Paternò ed Hellas Verona. E dall'album dei ricordi riaffiorano sorrisi che mancano

Storie di nebbia e di rinvii: istantanee di un tempo relativamente recente che pare però già distante un secolo. Vecchi volti – alcuni dei quali che solo a guardarli viene una stretta al cuore – ed altre emozioni, altri palcoscenici. Non è stata certo ieri la prima sospensione di gara al “Ceravolo” causa visibilità ridotta. Altri due precedenti si erano sommati negli anni scorsi, dallo scoccare del duemila in poi: il primo nel 2003, con il Catanzaro in campo contro il Paternò, il secondo nel 2006, con i giallorossi impegnati nella suggestiva sfida all’Hellas Verona.

VOLTI CHE MANCANO – C’era Fabrizio Ferrigno in campo, in entrambe le occasioni. E sfogliando l’album dei ricordi il groppo in gola viene eccome a pensare al capitano, scomparso nel terribile 2020 ora alle spalle. Lui in campo e l’altrettanto compianto Giuseppe Clericò – al secolo “Mandarino” – sugli spalti a tifare per le aquile. Entrambi avvolti da una nebbia che vista oggi sembra un batuffolo dolce.

TUTTI CONCORDI – Contro i siciliani, ospiti il 7 marzo del 2004 per il campionato di C1 2003-2004, la gara di fatto nemmeno iniziò: già alla ricognizione sul campo, capitani ed arbitro (Rubino di Salerno) furono concordi nell’impossibilità di iniziare ed il rinvio fu cosa automatica. Il recupero si disputò a fine mese – giorno 31 – e lì le aquile si imposero per due a zero (gol di Morello e Corona).

NEBBIA ROVENTE – Decisamente più movimentato il precedente del gennaio 2006 con le aquile in cadetteria e l’Hellas Verona ospite. L’antipasto lo servirono le due tifoserie con scontri infuocati fuori dallo stadio e disordini sedati a fatica dalle forze dell’ordine. Poi in campo si provò a giocare nonostante i fitti banchi calati in città ma dopo solo tre giri d’orologio Mazzoleni di Bergamo decise di fermare il pallone e rimandare la contesa sportiva al 18 febbraio. In quel caso, poi, finì in pareggio.