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Catanzaro, così non va: a Monopoli una brutta domenica

Giallorossi salvati da un autogol allo scadere. Calabro se la prende con i suoi per l'atteggiamento ma ci sono anche nodi tecnici e tattici da sciogliere

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    Ha cambiato la forma, non la sostanza delle cose: ha evitato un naufragio completo, questo sì, ma non ha fatto veleggiare l’ammiraglia giallorossa verso l’approdo desiderato. E’ solo per la zuccata involontaria di un avversario – perdipiù allo scadere – che il Catanzaro è uscito ieri da Monopoli con qualcosa in mano. Granelli di nulla se paragonati a quanto atteso alla vigilia e all’oggettiva abbordabilità del turno, meno del minimo sindacale alla luce del gap tecnico con l’avversario e della reazione auspicata dopo i cinquanta e rotti minuti sbiaditi contro la Viterbese lo scorso weekend. Infinitamente di più i punti interrogativi suscitati dalla prova del “Veneziani”: il primo – individuato dal tecnico Calabro a fine gara – sul piano dell’atteggiamento, gli altri altrettanto evidenti sui livelli tecnici e tattici.

    «QUESTIONE DI ATTEGGIAMENTO»… – «Così non va bene» ha infatti sbottato l’allenatore giallorosso a caldo dopo il match. E nel suo mirino è finito tutto il gruppo reo di aver interpretato la gara un gradino sotto all’avversario nella motivazione. «Non ho visto l’atteggiamento animalesco che ci deve contraddistinguere – le sue parole – Il Monopoli ci ha messo più grinta, più voglia e più agonismo: ci ha sovrastato sulle seconde palle e questo nel mio Catanzaro non deve succedere». Una prima innegabile chiave di lettura, ma non l’unica e forse nemmeno la più preoccupante della domenica nera.

    …MA NON SOLO – Perché a Monopoli, come già in più di una prova precedente, le aquile sono apparse prive di idee nella fase di costruzione lasciando inalterati i dubbi sulla maturazione di una vera identità tattica. L’assenza di Carlini è un’attenuante da tenere in considerazione – Baldassin che lo ha sostituito ha offerto apporto zero alla causa – ma anche la scelta di schierare davanti Curiale con Di Piazza non è sembrata troppo felice. Di gran lunga meglio ha fatto Evacuo – il suo ingresso ha dato nerbo e più peso all’offensiva – e a sprazzi anche Di Massimo – al di là dello scarso killer instinct confermato anche contro i biancoverdi. Qualcosa occorre rivedere perché la squadra fatica a carburare e ad esprimersi: sabato ci sarà il Potenza al “Ceravolo” e bisognerà dimostrare di più. Nell’atteggiamento, certo, ma non solo.

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