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Catanzaro, derby e ritorni. L’ex Statella: ‘Sarà un’ emozione’

Il laterale di nuovo al "Ceravolo" con la Vibonese. «Niente astio per come è finita. Degli anni in giallorosso conservo bei ricordi. Chi abbraccerò in campo? Martinelli e il "bassotto" Corapi».

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«Tornare al “Ceravolo” sarà un’emozione». Anche se con un’altra maglia indosso rispetto a quella giallorossa degli ultimi anni, varcare il tunnel che dagli spogliatoi conduce al campo produrrà ancora brividi dietro la schiena a Giuseppe Statella. E gli farà riaffiorare alla mente ricordi belli e meno belli del suo passato recente – «La stagione del terzo posto, le vittorie di prestigio, il rapporto con compagni» – prima del derby che metterà di fronte la “sua” Vibonese al Catanzaro. «Peccato che non ci sarà il pubblico – l’unico rammarico del centrocampista, domani ex più in vista della gara – in quello stadio fa davvero la differenza».

NIENTE ASTIO: La società aveva le sue idee, io le mie

Due anni con le aquile, dall’estate 2018 a quella 2020: cinquantadue presenze spalmate tra guida Auteri ed interregno Grassadonia, con una sola rete – quella importante di Francavilla Fontana nel dicembre del primo campionato – a rendere più consistente il curriculum. Poi la separazione – consensuale fa capire – e l’inizio di una nuova avventura a Vibo. «Non ci sono rimasto affatto male per come è finita – giura Statella, accasatosi in rossoblu solo a fine ritiro estivo – La società aveva le sue idee, io le mie, ed è stato naturale prendere strade diverse». Rapporti intatti con i vertici – «Con il presidente Noto», precisa – ed anche con qualcuno nello spogliatoio. Tipo Martinelli e Corapi: «Ci sentiamo quasi tutti i giorni con Luca – dice – e sarà il primo che riabbraccerò in campo. Pure con il “bassotto” capitano, ma in generale con tutto lo spogliatoio, il legame è saldo ancora oggi». Franco e schietto invece il rapporto con Calabro, durato il minimo indispensabile di una presentazione e di un commiato: «Ci siamo detti le cose in faccia – sottolinea l’esterno – non c’è stato nessuno scontro e ci rispettiamo».

QUEI TABU’ SFATATI: Avrei potuto fare di più nella seconda parte ma sul piano dell’impegno non posso rimproverarmi nulla

Niente è gettato via del passato. «Tra i tanti ricordi belli ne scelgo due – dice Statella – La vittoria a Catania e quella di Reggio. Erano anni che il Catanzaro non la spuntava al “Massimino” ed al “Granillo” e sfatare questi tabù è stato emozionante. Soprattutto il derby – afferma – Partite come quelle, in Calabria, quando le vinci così fai la storia». A dover scegliere l’annata, però, meglio la prima che la seconda: «Centrare il terzo posto è stato bello, poi il cambio di allenatore e le difficoltà a rendere per come voluto hanno portato un po’ di amarezza. Ma hanno fatto crescere – prosegue – Personalmente avrei potuto fare di più nella seconda parte ma sul piano dell’impegno non posso rimproverarmi nulla».

IL SAPORE UNICO DEL DERBY: Occhio soprattutto a Corapi sui calci piazzati, all’esperienza di Martinelli e ad Evacuo che ha fatto la storia in C

Domani ci si ritroverà, l’uno e l’altro, da avversari. E sarà derby fondamentale per entrambi con il Catanzaro chiamato ad uscire dalla crisi e la Vibonese più o meno sullo stesso piano. «Come noi i giallorossi vengono da un periodo non troppo positivo – il parere di Statella – ma rimangono pur sempre una grande squadra, da affrontare con il massimo della concentrazione. Ternana a parte la classifica è corta e con due successi è possibile per entrambe tornare davanti». La differenza? Forse il peso psicologico della situazione, per certi versi più gestibile per i leoni. «Le ambizioni di partenza erano diverse per i due club – conferma il laterale – Se sei costruito per vincere e ti ritrovi un po’ attardato mentalmente puoi risentirne ed avere più difficoltà a rialzarti. Per quanto ci riguarda, il grande girone d’andata deve motivarci a riprendere il cammino. Sta a noi ritrovare entusiasmo con i risultati e trasformare gli striscioni della tifoseria in applausi». Poi il monito ai suoi: «Occhio soprattutto a Corapi sui calci piazzati, all’esperienza di Martinelli e ad Evacuo che ha fatto la storia in C».

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