Quantcast

Catanzaro, c’è la Casertana. L’ex Icardi: “Rispetto sì, ma niente timori”

Il centrocampista torna al “Ceravolo” con i falchetti. «Pronti a giocarcela. In giallorosso esperienza importante. L’addio? Oggi forse farei altri ragionamenti…»

«Obiettivi differenti ma stessa voglia di centrare il risultato». Il countdown è già partito per Catanzaro e Casertana: questo pomeriggio sarà sfida aperta al “Ceravolo” e ad anticiparne i temi è l’ex di turno Simone Icardi. Trentaquattro partite in giallorosso, per lui, a cavallo tra l’era Cosentino e quella Noto: un’esplosione vera e propria sul piano tecnico, tre reti nella prima stagione ed un addio nella seconda che qualche rimpianto lo ha lasciato eccome.

«CON RISPETTO MA SENZA TIMORI» – Prima del passato, però, il presente con il match tra aquile e falchetti che lo vedrà protagonista. «Il “Ceravolo” è uno degli stadi più belli del girone – ha ammesso il centrocampista – Il Catanzaro ha una rosa importante ed un modo di giocare compatto: dovremo approcciarla con rispetto perché l’avversario è forte ed in forma ma ce la giocheremo come sempre, senza timori». Con la stessa decisione che nelle ultime settimane ha fatto svoltare in casa rossoblu rendendo possibile l’allungo dalla zona calda per la salvezza alla griglia playoff. «Abbiamo sempre cercato di riportare in campo le indicazioni del mister – ha sostenuto Icardi – Vuoi per la rosa corta, vuoi per il covid, nella prima parte non ci siamo riusciti granché bene; ora però le cose sono cambiate, a gennaio la rosa si è rafforzata e stiamo ottenendo i risultati meritati. Non buttiamo mai la palla – ha aggiunto – ed inseguiamo sempre la vittoria. La barra resta dritta per la salvezza, il resto si vedrà».

«ESPERIENZA DI CRESCITA» – Dell’esperienza a Catanzaro resta tanto. «Non la scorderò mai – l’ammissione del centrale – E’ stata una parentesi importante, sia dal punto di vista professionale che umano. Era la prima volta per me fuori dal Lazio, ero giovane e quei due anni hanno rappresentato un trampolino. Al di là delle turbolenze di campo – tra un derby perso all’esordio contro il Cosenza ed un playout con la Vibonese alla fine – è stata una palestra formativa». In cui apprezzare il valore dello spogliatoio – «Con Pasqualoni, Cunzi, Sarao e De Lucia sono ancora molto legato» – ed apprendere anche il peso delle responsabilità dentro e fuori dal campo, in un ambiente «caldo e bello ma anche non semplice». «Normale che ogni anno ci si presenti con l’obiettivo di centrare la promozione – ha affermato Icardi – lo richiedono il blasone del club e la passione della tifoseria ma per fare il salto occorre un’organizzazione precisa a tutti i livelli e più equilibrio. La società non sta lesinando investimenti e la rosa va migliorandosi ogni anno – ha proseguito – L’ossessione di salire deve trasformarsi in unione tra le parti: solo così, secondo me, le aquile potranno centrare la B».

ADDIO E RIMPIANTI – Quel traguardo che il romano, nel gennaio 2018, decise di abbracciare per primo in solitaria, lasciando Catanzaro nonostante l’offerta di rinnovo fosse già sul tavolo. «Il fatto che si volesse puntare su di me era certo un motivo d’orgoglio – ha detto – Ma ero giovane, con diverse richieste dalla cadetteria e mi vidi proiettato in un’altra dimensione. Piuttosto che sposare un progetto per arrivarci decisi di sbarcarci subito. Oggi sono più maturo di allora – ha ammesso con un pizzico di amarezza – e forse farei un discorso diverso». Quella decisione gli spalancò le porte della Virtus Entella ed incrinò anche i rapporti con il presidente Noto. «Non ci lasciammo come avrei voluto – ha sottolineato Icardi – Non ha mai digerito il mio no e poi si esagerò un po’ con le richieste alle interessate. Ci furono delle frizioni, non lo nego: per evitare di rimanere incastrato decisi di partire subito». Acqua passata e nessun rancore. Il nuovo capitolo lo si scriverà oggi.