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Catanzaro e Teramo si dividono la posta: pari ad occhiali al “Bonolis”

Giallorossi non brillanti in terra d'Abruzzo, limitati nel finale dall'espulsione di Scognamillo. Contro Costa Ferreira e compagni uno zero a zero che non smuove la classifica

TERAMO-CATANZARO 0-0

TERAMO: Arrigoni A., Diakite S., Ferreira P., Ilari C., Lewandowski M. (P), Mungo D. (dal 26′ st Kyeremateng N.), Pinzauti L. (dal 44′ st Gerbi E.), Santoro S., Tentardini A., Trasciani D., Vitturini D.. A disposizione: Bellucci N., D’Egidio A. (P), Di Francesco D., Gerbi E., Kyeremateng N., Lombardi L., Persiani F., Viero F.

CATANZARO: Corapi F. (dal 28′ st Risolo A.), Curiale D. (dal 14′ st Parlati S.), Di Gennaro R. (P), Di Massimo A. (dal 31′ st Riccardi D.), Evacuo F., Fazio P., Garufo D. (dal 29′ st Casoli G.), Martinelli L., Porcino A., Scognamillo S., Verna L. (dal 13′ st Baldassin L.). A disposizione: Baldassin L., Branduani P. (P), Casoli G., Contessa S., Gatti R., Grillo P., Jefferson S., Molinaro S., Parlati S., Pierno R., Riccardi D., Risolo A.

Note: ammoniti al 9′ pt Trasciani D. (Teramo), al 3′ st Santoro S. (Teramo), al 33′ st Tentardini A. (Teramo), al 45′ st Kyeremateng N. (Teramo) al 31′ pt Scognamillo S. (Catanzaro), al 17′ st Corapi F. (Catanzaro)

Poche emozioni e nessun gol al “Bonolis” di Teramo tra il Catanzaro ed i biancorossi di casa. Si è concluso infatti con uno sbiadito zero a zero il match da griglia playoff delle aquile in terra d’Abruzzo, dopo novantaquattro minuti sostanzialmente privi di brividi, eccezion fatta per un episodio da moviola nel primo tempo e l’espulsione di Scognamillo nel finale. Un punto che fa fiducia più che classifica per gli uomini di Calabro, che fa tirare su la testa dopo il kappao interno di mercoledì contro l’Avellino, ma forse non accontenta del tutto.

LA VIDEOSINTESI DELL’INCONTRO

CRONACA – L’assenza di Carlini condiziona in partenza i giallorossi, costringendo l’allenatore ad affidarsi a Di Massimo dietro linee ed al tandem pesante Curiale-Evacuo davanti; niente turno di riposo per Corapi a centrocampo, in difesa torna Martinelli. Scelte ancor più obbligate per Paci dall’altra parte con nove elementi ai box: l’offensiva è affidata a Pinzauti, l’ispirazione ad Ilari, Mungo e Costa Ferreira.

 

Primo tempo – Accorto l’avvio con il Teramo più propositivo e le aquile salde nelle posizioni. A salire in cattedra per gli abruzzesi è il portoghese Costa Ferreira, factotum della manovra ed anche finalizzatore: al sedicesimo una sua invenzione su punizione chiama all’intervento plastico Di Gennaro; dieci minuti dopo un suo destro a giro – più centrale e meno potente – obbliga il portiere ospite a ripetersi in due tempi. L’iniziativa giallorossa stenta invece a decollare ed a trovare sbocchi, quando ci riesce la difesa biancorossa argina d’anticipo o di fisico. Al trentacinquesimo Trasciani ci mette pure una mano per impedire che il pallone arrivi dalle parti di Lewandowski: per gli uomini di Calabro il penalty sarebbe netto, per Marini di Trieste invece no e l’azione prosegue. Un altro brivido teramano chiude i primi quarantacinque con la punizione dal limite procacciata da Mungo, calciata sulla barriera ancora da Costa Ferreira.

 

Secondo tempo – Obbligatorio fare di più per i giallorossi ma nemmeno la nuova frazione regala l’attesa scossa. Di pericoli nell’area di casa se ne producono pochi e tutti leggeri, per questo Calabro ridisegna lo scacchiere affidandosi a Baldassin, Risolo, Casoli e Parlati – all’esordio – al posto di Verna, Curiale, Corapi e Garufo. Al settantacinquesimo l’episodio che effettivamente fa svoltare la gara con l’espulsione per doppio giallo rimediata da Scognamillo. In dieci la già zoppicante iniziativa delle aquile si limita e pure il contenimento viene messo a dura prova. Per tenere botta urgono energie e centimetri, così Riccardi viene lanciato dalla panchina al posto di Di Massimo e le linee serrate ancor di più davanti a Di Gennaro. Gli affondi teramani caratterizzano il finale – Arrigoni che spara alto al novantesimo, Santoro che lo imita nel recupero – al triplice fischio di chiusura il fortino però rimarrà inviolato.