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Addio Vanacore, il ricordo degli ex: ‘Compagno solare e sempre disponibile’

Su tutti i campi un pensiero per il quarantacinquenne vinto dal covid. Alfieri: «Era un ragazzo d’oro, il nostro “Muttley”». Agnelli: «Mi ha fatto crescere. E mi sento fortunato»

Un minuto di silenzio prima dell’avvio su tutti i campi e a Cava de’ Tirreni, dove il Catanzaro avrebbe dovuto affrontare la Cavese, niente pallone. Così la Serie C si è stretta quest’oggi nel ricordo di Antonio Vanacore, quarantacinquenne tecnico in seconda dei metelliani ed ex giallorosso, scomparso nelle ultime ore a causa del covid-19.

Un cordoglio composto e doveroso a cui le aquile si sono unite fin da subito, rientrando in città nella serata di ieri – dopo aver macinato qualche chilometro alla volta della Campania – ed essere state raggiunte dalla notizia all’altezza di Lagonegro. Inversione di marcia e mesto ritorno a casa.

«Addolorati e senza parole», come affermato nel tragitto da mister Calabro. «Antonio era un professionista nonché una persona esemplare», le parole del mister giallorosso, condivise anche da altri protagonisti del campo che nel passato ne hanno incrociato la strada a Catanzaro.

UN “MUTTLEY” CHE SORRIDEVA ALLA VITA – «Un ragazzo forte e sempre allegro» lo ricorda Mario Alfieri, suo compagno nel 2004/05: «Avevo un ottimo rapporto con lui ed ammiravo il suo amare la vita, la sua umiltà e disponibilità anche fuori dal campo. Per quel suo sorriso contagioso lo avevo soprannominato “Muttley” nello spogliatoio – come il cane cartoon di Hanna-Barbera – La notizia della sua scomparsa mi ha scosso come mesi fa quella di un altro grande come Ferrigno».

AMICIZIA OLTRE TEMPO E DISTANZA – Uno che per farla breve era davvero impossibile non seguire, non amare. E Cristian Agnelli lo ribadisce: lui, che in quella stagione era tra i più giovani in rosa, messo fin da subito dall’esperto terzino sotto l’ala protettiva.

«Era un amico speciale e mi ha fatto crescere tanto – il ritratto dell’altro centrocampista, ora a Messina – Dopo Catanzaro siamo stati insieme a Castellammare e lì il nostro rapporto si è cementato ancora di più. Il ricordo più bello? Gli scherzi continui in allenamento e la sua presenza al mio matrimonio. Il covid che io sono riuscito a battere ha portato via lui: per questo non posso non sentirmi fortunato».