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Luigi Falcone tra passato e presente: ‘Catanzaro, la mentalità fa la differenza’

L'attaccante doppio ex di Catanzaro e Viterbese: «Giallorossi forti nella testa, senza inciampi chissà che classifica. Camilli e Noto? Gli opposti. E su "Jeff" dico fidatevi».

Un intervento troppo maschio nel derby contro il Fasano ed il tendine d’Achille che cede e fa crack. Non è un momento particolarmente felice per Luigi Falcone costretto a porre fine anticipatamente alla propria stagione, con l’appuntamento sotto i ferri già programmato per giovedì ed i tempi di recupero che si preannunciano lunghi. Bloccato a letto nella sua Puglia ne avrà di tempo libero, ora. Ed il match tra due pezzi importanti del suo passato cade proprio a fagiolo per occuparne almeno un po’ e non pensare all’agguato teso dalla sfortuna. Il Catanzaro per il secondo posto, la Viterbese per un piazzamento playoff: «Entrambe possono centrare l’obiettivo – dice – ma questo pomeriggio, per qualità della rosa e fiducia, i giallorossi partiranno favoriti».

«LA FORZA È NELLA TESTA» – Una previsione al netto anche di infortuni e flagello covid che per la punta poco condizioneranno le aquile, «in serie positiva da inizio marzo e quadrate mentalmente»: «Le assenze sono importanti ma la squadra è stata costruita bene per sopperire – la sua opinione – E poi rispetto al passato quando i cali di tensione erano soprattutto di testa quest’anno si vede una forza nuova a livello mentale che difficilmente fa steccare l’approccio alla partita. Merito di Calabro – aggiunge sicuro – Con la Ternana di questa stagione il primato non è mai stato in discussione ma senza gli incidenti di percorso contro Casertana e Paganese chissà quali sarebbero ora i conti delle aquile».

CAMILLI vs NOTO

Non si tratterà più dopo tanti anni di una sfida tra Camilli e Noto – il patron gialloblu ha di recente passato la mano a Romano – ma la sfida resta intrisa ancora oggi del carisma dei suoi due vecchi patron. «Due figure quasi agli antipodi – le descrive Falcone, passato prima sotto l’imprenditore delle carni, poi dall’estate 2017 sotto l’ingegnere – Camilli è un tipo vulcanico e passionale, un imprevedibile, Noto invece è più pacato e diplomatico, il ché in una piazza come Catanzaro è proprio ciò che serve. Ricordo il primo incontro con lui alla vigilia di un Reggina-Catanzaro di Coppa Italia – racconta – in quella stagione altalenante seppe starci vicino, tranquillizzarci ed infonderci fiducia».

JEFF E QUEL PASSATO – Delle attuali fila giallorosse, invece, sono tre i volti amici per l’ex: Garufo con il quale ha condiviso l’esperienza di Catania – «mi ha anche chiamato qualche giorno fa, dopo l’infortunio» – Contessa per i trascorsi nelle giovanili del Lecce e poi il brasiliano Jefferson, «punta fortissima tecnicamente ma sempre in credito con la fortuna sotto l’aspetto fisico». Proprio a Viterbo, nell’inverno 2017, il loro incrocio. «”Jeff” ha fatto bene dove la concorrenza non era mai molta – dice Falcone – A Catanzaro questo non è possibile ed è forse così che si spiegano le sue difficoltà a trovare spazio». Riguardo al suo di passato in maglia giallorossa, invece, nessuna esitazione: «un’esperienza positiva e di crescita» la definisce, al di là dei risultati e dell’addio. «Si è trattato di un anno travagliato – spiega l’attaccante – poi con l’arrivo di Logiudice io e molti miei compagni capimmo che tirava aria di rivoluzione. Tra i ricordi positivi conservo l’emozione di giocare davanti ad un pubblico sempre caloroso e quella settimana con quattro gol tra Siracusa e Sicula Leonzio». Belle pagine comunque. Che sfogliate oggi, prima del rendez vou tra due pezzi del passato, rendono il presente un pizzico meno amaro.