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Luca Mancuso riesce nella sua impresa e taglia il traguardo dell’Eaglexman foto

Il triatleta catanzarese ha affrontato la sfida con determinazione ed è pronto a rimettersi in gioco: "Non è un punto di arrivo, la montagna è scavalcata, ora sarà più semplice proseguire"

Ha raggiunto il suo obiettivo Luca Mancuso, il triatleta catanzarese che, nello scorso weekend è stato impegnato nell’Eaglexman, la competizione italiana di triathlon estremo che si è svolta sul Gran Sasso, alla quale hanno partecipato solo 50 atleti degli 80 che si erano iscritti alla corsa e dei quali solo in 20 hanno tagliato il traguardo finale.

Una dura sfida, che ha visto lo sportivo percorre 4 km nel lago di Campotosto, uscendo fra i primi 15 dall’acqua, 180 km in bicicletta in 8 ore circa direzione Campo Imperatore, su quelle che furono le salite  di Marco Pantani nel giro d’Italia, e 42 km di corsa con un grande dislivello del terreno. Un’impresa non semplice portata avanti con determinazione e concentrazione anche se non sono mancati momenti di difficoltà come sottolinea l’atleta raccontando l’ultimo tragitto di corsa: “Non è stato affatto semplice le pendenze erano proibitive in alcuni tratti abbiamo avuto bisogno di arrampicarci  anche con le mani, sono stati metri interminabili che ci hanno messo a dura prova – ha spiegato – partiti al mattino presto, quando si è fatto buio, abbiamo avuto le lampade frontali e una immensa luna ad illuminare un sentiero largo 50 cm e dopo 2 ore di Gran Sasso c’è stato l’arrivo al traguardo.”

Una finish impegnativa che quasi a sentirne il suo racconto sembra essere stata percorsa su un campo di battaglia, ma Luca ce l’ha fatta, ha superato se stesso, ha tagliato un traguardo importante rivolgendo un pensiero al suo caro amico: “Questo traguardo lo dedico a Ferdi con l’augurio di rivederlo presto. Le emozioni che mi hanno accompagnato in questa competizione sono state tante – ha proseguito –  non sono mancati certo i momenti di crisi ma il desiderio di concludere quella gara mi ha spinto oltre. La percentuale dei ritirati dà una fotografia di quella che è stata la sfida nel Parco Nazionale del Gran Sasso. La Sfida è stata prima di tutto contro se stessi, gli altri atleti non sono avversari in queste gare, ma compagni di viaggio.

E sulle emozioni provate alla consegna del premio ha aggiunto: “Le Premiazioni del giorno dopo sono state molto emozionanti, non esiste una vera e propria classifica e la consegna del trofeo non avviene in base all’ordine di arrivo, si è divisi in chi è riuscito a tagliare il traguardo da chi purtroppo non ce l’ha fatta ma che con molta probabilità rimproverà l’anno prossimo – ha concluso –  Essere arrivati  in cima non vuol dire essere “arrivati”, tutt’altro, per quel che mi riguarda, quello è un punto di partenza. Certo la montagna è stata scavalcata, ora sarà più semplice proseguire.”