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Le verità di Curiale: ‘Catanzaro, ti ho voluto. Ora vinciamo insieme’

La punta italo-tedesca rimasta in giallorosso dopo il mercato: «Non mi aspettavo una situazione così difficile. Emozionante l'affetto dei tifosi. Darò il mio contributo a compagni e mister. Più forti dello scorso anno? Lo scopriremo sul campo»

Una storia d’estate, ingarbugliatasi tra ombrelloni e granite, sbrogliata solo all’affacciarsi di settembre. Una storia di alti e bassi, di amanti traditi ed amati esigenti, di separazioni che parevano definitive poi di punta in bianco trasformatesi in ricongiungimenti. E’ la storia di Davis Curiale e del Catanzaro, della voglia del primo di rimanere in giallorosso, dell’intenzione del secondo di interrompere anzitempo il rapporto e del lieto fine capace di accontentare tutti a margine. Per settimane la si è raccontata così, seguendo per filo e per segno l’evolversi del mercato – dalla consegna del foglio di via alle offerte, dall’operazione quasi chiusa ad Andria alla decisione del club di metterlo fuori lista, fino al reintegro con riduzione dell’ingaggio – ed ora che le bocce sono ferme, le acque più chete, è la punta italo-tedesca a prendere la parola. A raccontare tra scatti ed emozioni il non semplice passato alle spalle, il presente della sfida e pure il futuro. Dei sogni.

Curiale in gruppo

UN’ESTATE DIFFICILE

Dire che gli eventi lo hanno colto un po’ di sorpresa nei mesi scorsi è quasi un eufemismo. «Non mi aspettavo di essere messo alle strette dalla società per andare via – confessa – Insieme avevamo raggiunto un secondo posto, io ero titolare di quella squadra, e pur non avendo contribuito troppo in fase realizzativa sentivo di aver dato tanto allo spogliatoio. C’era entusiasmo, poi la comunicazione del club mi ha spiazzato». Era luglio, il mercato muoveva ancora i suoi primi passi ma già le dichiarazioni di Foresti alla stampa dipingevano bene l’orizzonte. E’ seguito il ritiro da separato in casa – «periodo tra i più difficili, superato grazie al sostegno della famiglia» – e l’assordante silenzio della rottura. «Sentirsi fuori da un progetto non è bello – dice Curiale, provando ad allontanare dalla mente la fotografia di sé che corre ai bordi del campo mentre gli altri calciano – Dopo il campionato scorso volevo una rivincita personale e di squadra e l’unico desiderio che cullavo era quello di ripartire con i compagni».

Curiale in ritiro

CHE EMOZIONE QUELL’APPLAUSO

Desiderio coronato a ritiro di Moccone ormai chiuso, a stagione praticamente partita: l’annuncio è arrivato nel primo day-after di campionato, preceduto dal bell’abbraccio dei tifosi all’esordio casalingo. Il secondo scatto della storia, appunto: da fissare, non da cancellare come il precedente. «Quando sono arrivato allo stadio mi sono sentito un po’ a disagio – ammette la punta – ero l’unico non convocato del match e mi stavo sistemando in tribuna. Ho sentito i primi applausi ma non pensavo fossero diretti a me; poi camminando ho sentito che aumentavano, che la gente si alzava in piedi e mi chiamava. E’ stata un’emozione forte vedere che i tifosi apprezzavano l’uomo per ciò che aveva dato fino ad allora prima che il calciatore che segna».

Curiale la scorsa stagione

PRONTO ALLA SFIDA

Da lì al ritorno in campo effettivo anche solo per qualche minuto il passo è stato breve: a Catania il primo assaggio, a Palermo il secondo, e chissà che pure lunedì, nuovamente contro gli etnei, non possa scapparci un’altra staffetta. «Quando arrivi ad una certa età tutti iniziano a pensare che sei finito ma io sto bene e voglio dimostrarlo – dice – So di non essere una punta da soli cinque gol: posso dare ancora tanto e mi metto a disposizione di mister e compagni». La girata oltre il novantesimo contro i rosanero è la fotografia del momento, della nuova sfida lanciata con rabbia: «La motivazione è altissima, il fatto di avere tanta concorrenza stimola ed è un bene – sottolinea – Parto dietro ma con l’intenzione di dare tutto per il Catanzaro e lo farò ogni volta che me ne sarà data la possibilità». D’altronde di questi tempi una risorsa in più, per giunta già rodata e mentalizzata, male non può fare.

Il ritorno in campo con il Catania

VINCIAMO INSIEME

«Siamo partiti benissimo – analizza l’attaccante – a Picerno avremmo meritato di vincere, solo con il Potenza abbiamo reso meno ma in questa fase è normale. Gli avversari conoscono il nostro valore, ci affrontano in modo diverso ora; lo spirito però è quello giusto e su questo dobbiamo fare leva per crescere ancora». Non aiutano le pressioni – «il ritorno del pubblico allo stadio le moltiplica ma deve essere la spinta per trascinarci alla vittoria» – ma la sensazione è che si sia ancora in fase di studio. «Quando ci conosceremo meglio tra noi sarà automatico ingranare le marce alte – il parere di Curiale – Non so se la rosa di quest’anno sia più o meno forte di quella dell’anno scorso ma sono curioso di scoprirlo anche io». Dal campo, da «soldato in più». Come se la maledetta estate, con tutti suoi scatti belli e brutti, semplicemente non ci fosse mai stata.