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Video, commozione e beneficenza al Politeama per celebrare Fabrizio Ferrigno foto

Una serata tra rimpianti e ricordi in memoria del capitano di una squadra che regalò quasi 20 anni fa emozioni di serie A pur non avendola mai disputata. Premiati Corona e Tubertini (Guglielmo)

“E di ritorno da Martina Franca, dove avevamo perso male contro una squadra non irresistibile, Fabrizio quando eravamo al ristorante mi prese dal braccio e mi disse, preside’, va tutto bene. Lo vinciamo il campionato”.

Quando Ugo Floro e Gea Brescia presentatori del premio Fabrizio Ferrigno, andato in scena questa sera al Teatro Politeama di Catanzaro chiedono all’ex patron delle Aquile Claudio Parente un ricordo del “sindaco” lui non pensa ai suoi gol e alle sue prestazioni da applausi nell’anno della promozione in B quell’incredibile 2003/2004.

Non rammenta le sue caratteristiche tecniche, le sue mille prove di carattere vigorose e generose, no, la sua memoria focalizza un episodio che più di tanti altri sottolinea il suo essere capitano vero.

Pronto a tenere duro in un momento duro.
E in fondo durante tutta la serata, il capitano, scomparso quasi un anno fa all’età di soli 47 anni, è ricordato per le sue doti e capacità umane almeno nella stessa misura di come, con emozionanti video d’epoca, sono celebrate la sua tecnica, la sua forza agonistica, la sua verve.

Merito delle immagini di Archmedia, ovvero Pino Iannì, Vittore Ferrara ed co.. delle loro immagini di quel Catanzaro coinvolgente e emozionante. Il maxischermo ne mostra un po’ nella prima parte della manifestazione.

Ecco, l’applauso che parte spontaneo dai seggiolini purtroppo semivuoti (dannate limitazioni covid) del teatro alla decimillesima videovisione procapite del gol da centrocampo dell’aprile 2004 con la Sambenedettese è emblematico.

Sembra quasi che il “sindaco” abbia segnato ora. Che Ferrigno sia ancora qui. E in certo senso è vero. Giorgio Corona, che di quella squadra era il bomber, a margine della manifestazione ne parla al presente.

“Difficile ancora adesso accettare che Fabrizio non ci sia, difficile anche parlarne al passato, lui non “era” ma è”– dice ai giornalisti. “Parleremmo di lui per mesi. Lo ricordo in tante vesti.

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Era anche direttore a Messina quando io ancora giocavo proprio lì iniziò a combattere dopo la diagnosi di una brutta malattia. Lui era un uomo tranquillo ma anche un gran combattente. In tutto. Un giocatore di altri tempi? Beh, direi che quella squadra era di altri tempi. Fabrizio ne era il trascinatore dentro e fuori dal campo”.

Ma sul palco del Politeama lo ricordano anche altri compagni di squadra. Dalla roccia Marco Ciardiello, a Nicola Ascoli. Da Giovanni Caterino a Ivano Pastore sino a Pasquale Logiudice e Gianni Improta, il direttore per antonomasia. Non manca l’omaggio della città alla famiglia di Ferrigno: la moglie Giovanna, i figli Simone, Sara e Marta. In platea anche il Catanzaro di oggi (presidente Noto e dg Foresti) e altre vecchie glorie del passato come il capitano Adriano Banelli.  Alla fine il premio dedicato al “sindaco” è assegnato a Re Giorgio Corona e a Matteo Tubertini della Guglielmo Spa, sponsor storico delle Aquile.

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E poi il momento dedicato alla beneficenza: Massimo Poggi, che questo premio lo ha fortemente voluto, illustra una importante iniziativa: la vendita di alcune magliette d’epoca che gli ex giallorossi hanno firmato poco prima della serata.

Con lo stesso nobile obiettivo potranno essere acquistati anche quattro volumi dell’Enciclopedia giallorossa curata da Adriano Macchione, proprio quelli dedicati a questo gruppo giallorosso.

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Che ha regalato emozioni da serie A senza averla mai giocata, che aveva come capitano quel napoletano, guascone e impeccabile a seconda dei momenti.

Sì, quello che chiamavano il “sindaco” e che purtroppo un destino ignobile ha tolto di mezzo troppo, troppo presto meno di 12 mesi fa.