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Aquile verso Pagani. L’ex Zanini: «Catanzaro forte ma vogliamo risposte»

Il laterale oggi in azzurrostellato: «Il passato resta dentro, soprattutto due gol. Carlini e Vandeputte i più temuti»

Il giallorosso sulle spalle non lo ha più: i suoi colori sono ora il bianco e l’azzurro della Paganese. Ma il Catanzaro, Matteo Zanini, non lo ha dimenticato del tutto e basta davvero poco per fargli aprire il cassetto dei ricordi e di lì vedere uscire scatti ed emozioni di quel passato neanche troppo lontano. Le tracce sono un po’ ovunque: in qualche cicatrice, nelle parole, persino sul cellulare a ben vedere. Perché in fondo «Catanzaro ti lascia tanto dentro». E ripensarci, nella settimana del nuovo incontro, anche se nelle vesti di avversario, male non fa. Anzi.

SCATTI E RIMPIANTI – «Due anni pieni di emozioni» li definisce il laterale lombardo, approdato a Giovino a cavallo tra i titoli di coda della gestione Cosentino e l’intro della nuova avventura Noto. «Sono state stagioni differenti ma tutte e due ricche dal punto di vista delle sensazioni – dice – Il rammaricco c’è perché in entrambi i casi eravamo partiti per un obiettivo e poi ci siamo ritrovati a lottare per altro ma il ricordo resta indelebile. Specie quel derby contro il Cosenza – in panchina c’era Dionigi – vinto con il mio gol». Ecco, quella rete. Se dovesse scegliere la metterebbe sul podio degli scatti più belli dell’esperienza con le aquile. Forse non proprio al gradino più alto: lì probabilmente troverebbe posto l’istantanea del gol alla Vibonese nel playout, la stessa che ancora campeggia sul suo profilo whatsapp. «Quell’esultanza fu una dedica al mio primo figlio – spiega – un momento bellissimo, che resta sempre dentro».

ORA DA AVVERSARIO – Domenica se lo ritroverà davanti il passato. E da avversario leale ma abituato a non fare sconti cercherà di mettergli i bastoni tra le ruote. «Il Catanzaro di oggi è una squadra importante – sottolinea Zanini – costruita per far bene in un campionato livellato. I giallorossi hanno tutto per arrivare in fondo, al di là della partenza e dei numeri attuali». Che detto per inciso lo fanno camminare a bracetto proprio con la Paganese: al settimo posto, con undici punti. «È mancata probabilmente un po’ di continuità nei giocatori decisivi – la lettura del laterale – ma c’è da dire che anche il calendario non è stato proprio semplicissimo. Chi mi spaventa di più? Carlini e Vandeputte sono elementi che possono inventare la giocata in qualsiasi momento e quindi dico loro, ma è pieno di individualità importanti anche in difesa con Scognamillo, Fazio e Martinelli».

CHE PAGANESE SARA’ – Non che gli azzurrostellati siano da meno in alcuni reparti. In attacco per esempio la boa è un certo Castaldo, in mediana perni forti sono gli altri ex Vitiello e Firenze. «Stiamo facendo un buon campionato – l’analisi del centrocampista – In due partite non abbiamo fatto benissimo ma nelle altre siamo riusciti a portare a casa dieci punti filati. A Campobasso siamo andati in difficoltà ma non è facile giocare contro di loro, ora misureremo ambizioni e crescita con il Catanzaro». Per la formazione di Pagani sarà un test per valutare anche i progressi fatti sotto la nuova guida tecnica Grassadonia, mister che – come sottolineato ieri – nemmeno si sente un ex della gara. «Stiamo cercando di assimilare il più possibile – le parole di Zanini – Siamo insieme da meno di un mese ma la sua mano nel gioco si vede. Cambiaroie allenatore a volte può dare la scossa: noi lo abbiamo fatto presto, ora cerchiamo risposte».