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Bari-Catanzaro, l’ex Ortoli sicuro: «Sfide decisive»

L'ex diesse giallorosso anche "vecchio galletto": «Nessuno come loro, gli incroci di andata e ritorno decideranno il campionato». Cuore diviso: «Che bello se si giocasse in altre categorie»

Del Bari ne ha vestito la maglia, agli albori della carriera di calciatore: stagione 1987/88, galletti in B, ma ancora prima tutta la trafila delle giovanili dai dodici anni in su.

Del Catanzaro invece ne è stato direttore sportivo sotto la gestione Cosentino: due salvezze ed un ticket playoff dal novembre 2012 fino al giugno 2015.

Impossibile, per Armando Ortoli, vestire i panni del tifoso e parteggiare solo per una in vista del big match del prossimo weekend al “San Nicola”.

Perché entrambe le piazze gli sono rimaste dentro: entrambe gli hanno regalato qualcosa di prezioso in passato e di entrambe, in fondo, si sente anche un po’ debitore oggi.

Si accomoderà in poltrona come tanti, sabato pomeriggio: si godrà lo spettacolo davanti alla tv, magari prenderà anche qualche appunto in attesa di ripartire.

«La promozione si deciderà tutta in gara uno ed in gara due. E chiunque la spunterà – prevede e giura – sarò contento».

DIVERSI MA UGUALI – Così diverse e così uguali le due realtà che lo hanno visto protagonista ieri e che oggi sono regine del torneo.

«Simili per la passione delle loro tifoserie, per il loro essere umorali, per il grande calore e per il forte trasporto tipico del sud; diverse forse solo per il bacino d’utenza – maggiore quello biancorosso – con la naturale amplificazione di pressioni ed aspettative».

Di pasta identica nelle ambizioni e nella voglia di rinascere – «Cosa ci facciano in C è un mistero» – a grandi linee anche nei valori tecnici.

«Il Bari parte per l’ennesima volta con i galloni della favorita ma il Catanzaro quest’anno può dire la sua forse più di quanto avrebbe potuto fare nello scorso – dice l’ex diesse – Ha trovato una precisa identità tattica, gli interpreti sono più o meno gli stessi della passata stagione e gli innesti di mercato hanno aumentato lo spessore.

Sul piano della rosa i galletti hanno probabilmente qualcosa in più, ma entrambe si equivalgono nell’essere conformi all’idea di gioco dei loro allenatori».

SI DECIDERA’ TUTTO COSI’ – Marras, Antenucci, Citro, Simeri e Botta da una parte; Fazio, Martinelli, Scognamillo, Verna e Welbeck dall’altra, per farla breve.

«Non vedo altre contendenti capaci di rompere il dualismo tra Bari e Catanzaro – le parole di Ortoli – anzi sono certo che le sorti del campionato si decideranno tutte negli incroci di andata e ritorno.

Più che una sfida “attacco contro attacco” – prosegue – penso sarà un “attacco contro difesa”: la forza del Catanzaro è lì, nella difficoltà a fargli gol, e questa potrebbe essere una chiave importante nell’ottica di un testa a testa e di due scontri diretti».

Facile prevedere un equilibrio totale, dunque; a fare breccia, come spesso accade nelle partite decisive, potrebbe pensarci il guizzo del singolo o in ultima istanza il fattore campo.

«Diciamo allora cinquantuno percento Bari all’andata, lo stesso Catanzaro al ritorno».

I RICORDI, IL RAMMARICO – Un’impresa scucirgli anche solo un pronostico. E forse è giusto così per quello che racconta aprendo il libro dei ricordi.

«Se Bari da un punto di vista umano mi ha cresciuto, Catanzaro ha rappresentato una delle tappe professionalmente più importanti e stimolanti della mia carriera finora – l’ammissione – In giallorosso ho passato tre anni intensi in cui ho cercato di costruire un parco giocatori ed una struttura tecnica che potesse rimanere come patrimonio dell’azienda.

Poi tutto è finito come sappiamo per il repentino cambio di linea imposto dal presidente, il taglio dei costi e lo smantellamento della rosa che ne seguì.

Il rammarico c’è ed è forte – la chiosa di Ortoli – ma di Catanzaro e della sua gente conservo ancora un ricordo fantastico. E che bello sarebbe se la sfida di sabato si giocasse in altre categorie…».