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Nel “Novantesimo Minuto” di Galeazzi i trionfi del Catanzaro e Palanca

Le aquile di Carlo Mazzone nella telecronaca del giornalista deceduto oggi

Dici Giampiero Galeazzi e quasi la senti nell’aria la telecronaca della vittoria dei fratelli Abbagnale a Seul nel 1988. Lo dici e sembra quasi di averla di nuovo nelle orecchie la sua voce: concitata e sofferta, mentre spinge le canoe di Antonio Rossi e Beniamino Bonomi verso l’oro alle olimpiadi di Sydney del 2000. E’ così ad ogni latitudine, in Italia: da nord a sud, da sempre. E’ così soprattutto oggi: nel giorno della sua scomparsa dopo anni di lotta contro una grave forma di diabete. Tante le storie sportive raccontate in questi anni dal giornalista romano. Una pagina – e che pagina – la custodiscono cara nell’album dei ricordi anche Catanzaro ed i catanzaresi.

Generico novembre 2021Giampiero Galeazzi

E’ il 4 marzo 1979, all'”Olimpico” di Roma le aquile di Carlo Mazzone scendono in campo contro i lupacchiotti padroni di casa. Finisce uno a tre per gli ospiti, a tabellino ci va quasi solo Palanca (tripletta) con il gol della bandiera per la Roma di Di Bartolomei. Fischio finale, pochi istanti per preparare il collegamento, e proprio Galeazzi prendeva la linea dallo stadio per Novantesimo Minuto.

“Sembrava che i tempi cupi della Roma fossero finiti ed invece è arrivata cocente e secca la sconfitta inflitta dal Catanzaro – la sua presentazione – Un Catanzaro apparso un mostro all’Olimpico con l’eroe della giornata Palanca”. Già, il Catanzaro e Palanca. Anche le loro gesta – come quelle di Abbagnale, di Rossi, di Bonomi – raccontate e celebrate dalla sua voce.