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Iemmello: “Catanzaro scelta facile. Giocare qui da sempre il mio sogno”

L'attaccante catanzarese si presenta a media e tifos: "Vincere qui fa entrare nella storia"

La scelta «più facile»: prendere per mano il sogno nutrito fin da bambino e da esso farsi guidare. Nemmeno per un secondo Pietro Iemmello ha dubitato che il Catanzaro potesse essere il capitolo giusto per proseguire la sua avventura.

Lo ha cercato, lo ha voluto, nelle scorse settimane, con convinzione. Trovando sulla sua strada la stessa voglia, lo stesso entusiasmo, anche da parte della società. Una formalità burocratica la firma sul contratto: il vero matrimonio è andato in scena questo pomeriggio con la presentazione ufficiale nella sede di via Gioacchino da Fiore.

FELICI E CONTENTI – «E’ una data importante – l’esordio del diggì Foresti, assieme al diesse Pelliccioni ai lati dell’attaccante – Pietro è un catanzarese doc ed ha rinunciato a parecchi soldi pur di venire qui. Voleva fortemente questi colori e c’è da ringraziare anche la proprietà per gli sforzi compiuti nella chiusura dell’operazione».

Un percorso ad ostacoli con non pochi alti e bassi, iniziato il 6 gennaio, concluso positivamente una settimana dopo. «Dovrà lavorare, ora, per dimostrare sul campo di essere davvero uno che fa la differenza – l’ammonizione del diggì – I tempi velocissimi della trattativa hanno impedito di lavorare su formule diverse che non fossero il prestito secco ma a giugno, se le cose andranno per il verso giusto, sarà tutto più semplice».

«VINCERE QUI FA ENTRARE NELLA STORIA» – Anche perché l’intenzione di diventare colonna portante del club la punta l’ha già dimostrata davanti ai microfoni. «Giocare qui è sempre stato un mio sogno – le sue prime parole da giallorosso – Il fatto di essere catanzarese implica maggiori responsabilità e pressioni ma ciò non mi spaventa: è qualcosa che al contrario mi piace e mi fa sentire vivo». Bisognerà attendere un po’ per vederlo in campo – «è stato stilato un programma di mini preparazione e cercherò di essere disponibile il prima possibile» – una cosa però è certa: «vincere qui fa entrare nella storia».

E a questo si mira, come club e a titolo personale. Ad emulare la bella cavalcata dei primi anni duemila che valse la B e le gesta di un certo Giorgio Corona che la propiziarono. «Spero di fare anche la metà di quello che ha fatto lui – l’opinione della punta – è stato mio idolo ed ha fatto la storia. Rappresenta però il passato e con i ricordi non si vince. Il clamore della piazza in questi giorni? Un po’ mi ha sorpreso ma non troppo perché conosco la passione dei tifosi. Con i risultati si riaccenderà l’entusiasmo ed il “Ceravolo” ricomincerà ad essere quel fattore che da avversario si avvertiva».