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Catanzaro proiettato a gara due, già domani la partenza per il Veneto

Amarezze invece dal giudice sportivo. Tremila euro di multa per intemperanze e tre nuovi diffidati in campo

Le gambe sono ancora qui, un po’ appesantite per lo sforzo profuso ma in via di scarico; la testa invece è già a Padova, già a domenica: a quei novanta minuti decisivi che decreteranno l’accesso alla finale. E’ come se il triplice fischio del “Ceravolo” fosse già diventato quello d’avvio dell'”Euganeo” per il Catanzaro che questa mattina di buonora si è ritrovato a Giovino per riprendere la preparazione in vista del ritorno contro i biancoscudati. Niente pallone, solo lavoro defaticante per gli elementi impiegati ieri e piccole indicazioni tattiche che verranno approfondite nei prossimi giorni, lontano da casa e da occhi indiscreti. Già domattina infatti il gruppo lascerà la città riprendendo la via di Veronello, dove già si è stati in attesa del Monopoli e dove si ritornerà anche questa volta per questioni scaramantiche: lì si svolgerà la rifinitura del sabato e sempre da lì ci si trasferirà poi nella tana biancorossa. Un altro breve ritiro che si spera possa fruttare come e quanto il precedente. Con la squadra questa volta lo vivrà anche il presidente Noto.

ENTUSIASMO E CONSAPEVOLEZZA – Che ci sia un generale clima d’ottimismo e di fiducia nel clan è chiaro. Ancora di più dopo la positiva prestazione di ieri che solo la coriacea resistenza del Padova – preoccupato più di non prenderle che di darne in gara uno – ha impedito potesse terminare con il meritato successo. Ciò che le aquile hanno portato a casa non è rammarico ma consapevolezza della propria forza. E vale tanto in ottica del ritorno quando la missione sarà replicare l’approccio e la capacità di conduzione. Di motivi per cui viaggiar sereni alla volta del Veneto, insomma, ce ne sono molti di più di quanto il risultato senza reti di ieri non faccia pensare.

IL CONTO – Meno si ride al contrario per il conto presentato dal giudice sportivo che anche questa volta ha inteso sanzionare il club giallorosso per le intemperanze della propria tifoseria. Tremila euro la somma della multa comminata ai giallorossi per il ripetuto lancio d’oggetti in campo – “quarantacinque confezioni vuote di caffè borghetti, sedici bicchieri di plastica e due bottigliette” – e per le frasi oltraggiose proferite nei confronti del tecnico Oddo durante le interviste del post gara. Per ciò che riguarda invece i fatti di campo i gialli per Iemmello, Scognammillo e Vandeputte sono stati tramutati subito in diffide.