Catanzaro, l’impatto di Ruggero: ‘In campo con tutta la rabbia che ho’

Il difensore ha brillato insieme agli altri nuovi arrivati nel test di ieri contro il Giugliano. «I presupposti per far bene ci sono tutti. Avevo detto a me stesso che un giorno avrei giocato qui». Per completare la difesa serve ancora una pedina

«I presupposti per far bene ci sono tutti». Marco Ruggero lo dice chiaramente da Rovato: a parole nella prima intervista in giallorosso, dopo averlo fatto intendere con i fatti anche in campo, nella prima uscita non ufficiale agli ordini di Gorgone, ieri pomeriggio contro il Giugliano. Pronti, via: una prestazione subito impeccabile da parte sua prima dell’avvicendamento con Bashi. Al pari di quella di altri nuovi arrivati – da Candela a Pafundi, da Tchaouna a Reita – che ha contribuito a scacciare un po’ di dubbi nell’ambiente (naturali in questa fase) circa l’inizio di un nuovo ciclo dopo Monza e ad infondere anche un pizzico di fiducia relativamente all’indirizzo preso dal club nelle operazioni di mercato.

«Il direttore Polito mi ha raccontato il progetto che c’è, questa piazza poi non ha certo bisogno di presentazioni – il racconto del difensore, acquisito dallo Spezia con la formula del prestito con obbligo di riscatto – Pittarello, Cassandro, Candela, anche Buglio che era stato qui lo scorso anno, mi avevano già parlato benissimo dell’ambiente; giocare qui era un pallino che avevo da tempo ed ora l’ho realizzato». Una vecchia promessa fatta a se stesso quasi, con radici affondate in un passato Catanzaro-Juve Stabia quando da protagonista di campo con le vespe potè ammirare l’atmosfera del ‘Ceravolo’ rimanendo stupito dal calore della tifoseria. «Pensai subito ‘un giorno mi piacerebbe giocare qui’ – l’ammissione – Le squadre di dominio che fanno del possesso palla la loro arma principale mi sono sempre piaciute; nei primi giorni di ritiro ho conosciuto una realtà forte ed organizzata, dei bravi ragazzi soprattutto, anche molto umili».

Al di là di quelli che saranno gli obiettivi di squadra che solo gli impegni ufficiali – a partire da quello di coppa di Ferragosto contro il SudTirol – potranno definire meglio già chiari sembrano quelli personali. «Gli ultimi sei mesi sono stati un po’ difficili per me – il riferimento del difensore alla seconda parte di stagione scorsa, dal rientro a La Spezia da Castellammare in poi, culminato con la retrocessione dei bianconeri in C – Vorrei rilanciarmi, mettere sul campo tutta la rabbia accumulata ed alzare ancora di più il livello». Un traguardo che a quanto pare il classe 2000 padovano ha già iniziato ad inseguire mostrando una buona intesa al fianco di Antonini, in un trio arretrato completato per l’occasione da Verrengia. Altri movimenti i giallorossi dovranno portare a termine per il reparto: manca ancora un’altra pedina per poter dare per complete le ‘coppie’ al netto di ulteriori addii – per ora non all’orizzonte – da scongiurare.