Catanzaro, primo sorriso: la vittoria sulla Carrarese ha aperto la via
Aquile finalmente al successo spinte da un Pafundi sontuoso e da un Iemmello rapace. Gorgone esulta, i tifosi pure: ora la Samp, poi la sosta
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Marmo davanti e marmo addosso: duro da scolpire il primo – in un match andato complicandosi con il passare dei minuti, sbloccato solo nel finale e con un lampo per il meritato successo – pesantissimo da portare dietro il secondo – frutto di tre giri a vuoto ad inizio stagione e di quell’obbligo di vincere che inevitabilmente un carico di tensione in più al calcio d’avvio lo aveva messo. Marmo duro, solido. Da cui il Catanzaro di Gorgone è riuscito a tirar fuori ieri la prima ‘Nike’ della sua stagione mandando al tappeto – in un ‘Ceravolo’ ancora troppo spoglio per essere vero – la strettissima Carrarese di Cioffi ed Abiuso.
C’è voluto tutto il genio di Pafundi per progettare l’opera, tutti i muscoli di Iemmello per sbozzare a suon di scalpellate la materia grezza, smussarla e levigarla per come necessario; da qui è venuta fuori un’opera prima magari non inarrivabile sul piano dello stile, comunque preziosissima che parecchio sudore ha tolto ma tanto entusiasmo e finalmente anche qualche punto ha restituito.
Pafundi e Iemmello, si diceva: le indiscusse e forse uniche stelle già abituate a brillare nel roster giallorosso che ieri hanno dato prova di un ottimo feeling instaurato. L’azione del gol che a meno di dieci minuti dal termine ha sbloccato il risultato ne è la prova più evidente ma non l’unica perché per tutta la gara il capitano ed il ragazzino hanno duettato provando dalla loro ad alzare i ritmi in una sfida pressocché bloccata e spigolosa.
Il tracciante illuminato dell’azzurrino – unico a saltare l’uomo, a tentare anche dalla distanza – è una dettatura che solo chi conosce il linguaggio del pallone sa cogliere e sfruttare; Iemmello quella di quella lingua ne è professore ed il modo con cui ha aggredito lo spazio, si è infilato prima ancora che la sfera sbucasse, allargandosi e poi concludendo alle spalle di Pizzignacco non è stato da meno all’assist. Quanto abbia pesato l’assenza del folletto ex Udinese tra Vicenza, Pisa e Bolzano è apparso ieri nella sua interezza; Gorgone può sorridere ora perché averlo ritrovato un bello scatto in più ha fatto compiere anche se diversi restano ancora i piani su cui lavorare, non ultimo quello della condizione dei nuovi arrivati.
L’altra faccia della medaglia infatti è costituita dalle prestazioni ‘pallide’, se così si può dire, di Dorval e Pecorino ancora lontanissimi dal top della forma e soprattutto il laterale sottotono. Aveva iniziato con qualche buona sterzata, qualche spunto interessante, l’ex Bari poi è andato calando quando la sfida è entrata nel vivo con lo spreco di un paio di occasioni a specchio scoperto ed appoggi mancati per Iemmello disponibile allo sparo. Ha ragione Gorgone nel dire che «qualche rischio va preso», che «le parite sono il miglior allenamento per salire in condizione»; la punta e l’algerino sono considerati cardini dell’assetto base e dovranno accelerare adesso nel loro percorso di crescita: la settimana che conduce alla Samp e poi la sosta qualcosa in più dovranno offrire.
Per il resto soddisfacente la prova generale con punte di distinzione per Petriccione in regia. Pigliacelli non è mai stato realmente impegnato dai toscani ed è stato graziato dal palo sull’unico vero tentativo di Marconi nel secondo tempo; positivo il subentro di Candela – preciso il cross per la testa di Alesi nel finale – mentre Verrengia qualche errore in fase di impostazione lo ha fatto finendo pagandolo con la sostituzione tra un tempo e l’altro in favore di Imperiale.
Domani pomeriggio la ripresa che avrà come tema lo scarico delle tossine e l’analisi di quanto fatto; quella ‘Nike’ scolpita con tanta convinzione e messa in galleria tra gli applausi non potrà certo ora rimanere sola.







