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Al Circolo Placanica, i “fasti” del Caffè Imperiale e la mitica orchestra Monizza

Una serata tra racconti, musica, storia e tradizioni

Nella storia di Catanzaro e dei suoi “antichi fasti”, non può non essere considerato, il rinomato “Caffè Imperiale”. Il caffè, infatti, già dal lontano 1892 era il luogo più frequentato da professionisti e intellettuali, ugualmente punto di ritrovo di compagnie teatrali del tempo.

Quel particolare periodo ebbe tuttavia un proseguo ed anche in anni più “recenti” (anni 1950/60), l’Imperiale rimase sempre il fulcro della vita cittadina catanzarese. Nella serata di ieri un interessante momento culturale, promosso dal “Circolo Culturale Augusto Placanica”, che, settimanalmente dedica  interessanti argomentazioni sulla storia della città, ha dato modo di ricordare i tratti più belli di quegli anni, caratterizzati da serate animate da tanta buona musica.

Il nostro desiderio, la storia, la musica

“ L’Imperiale, dopo tantissimi anni ha chiuso la sua attività – sottolinea il presidente del Circolo, Venturino Lazzaro – certamente il nostro desiderio è che riapra nuovamente e tanti si adopereranno affinché ciò possa realizzarsi. Dunque, è anche importante conoscere la storia dei luoghi che fanno parte della nostra città”.

“ Questa è una serata importante – ha poi continuato – poiché insieme al dott. Carlo Elia, che segue molto la storia della città, voglio presentarvi il nostro ospite, il signor Sasà Monizza, che rappresenta la “storia cittadina”, avendo suonato con l’orchestra di famiglia, la mitica “orchestra Monizza”, proprio al Caffè Imperiale”. Dopo la presentazione, le parole del signor Monizza trascinano il numeroso pubblico presente, in un “amarcord” coinvolgente. L’orchestra Monizza, nacque per volontà del “capostipite”, Nicola Monizza, che coinvolse i tre figli Riccardo, Pino e Sasà.

Tanti i ricordi rinnovati dal racconto del signor Monizza, a cominciare dai loro ruoli nell’orchestra che erano così designati: il padre era clarinista, avendo studiato sin da piccolo il clarinetto, ma, con una grande passione anche per il pianoforte, Riccardo alla batteria e Pino al contrabasso, mentre egli suonava sax e clarinetto. Nativi di Catanzaro, si esibivano soprattutto nella loro città, ma non erano escluse trasferte anche in altre zone della Calabria e sovente persino nella capitale. Le serate al Caffè Imperiale, erano particolari, il Corso era affollato di gente e con ansia si aspettava il momento per poter ascoltare della buona musica, infatti ci si preparava per tempo per assicurarsi il posto migliore. Il locale, era molto più ampio rispetto ad oggi e i tavolini in vimini, che occupavano in strada tutta la parte antistante, erano sempre pieni di avventori. All’epoca, molte erano le compagnie che venivano e così l’orchestra preparava pezzi musicali adeguati, seguendo le performance di comici o cantanti, andando avanti sino alla mezzanotte poiché la gente era veramente tanta e Catanzaro era conosciuta proprio per questo tipo di musica da bar, con il “Caffè concerto”,  ma, non mancavano i momenti deputati al ballo, con il famoso “cheek to cheek”, un “guancia a guancia” che dava occasione di stare vicini alla ragazza da corteggiare.

Il racconto continua: A pizzicata e il Giardino d’Inverno

E’ un racconto che trascina, quello del signor Monizza, è un ritrovare i vecchi tempi, il mitico Caffè e, soprattutto, la Catanzaro di una volta come ricordano alcuni dei presenti. Il signor Nino Itria, conosciuto fotografo catanzarese, ricorda infatti un rinomato ristorante, il “Brezia”, che, insieme all’Imperiale erano i luoghi più frequentati, si aggiungeva anche un altro ristorante che era situato ove attualmente è ubicata la Banca d’Italia, chiamato “ ‘A pizzicata”, gestito da due napoletani e anche qui era d’obbligo la prenotazione, vista la numerosa clientela. Ricordi molto belli, come racconta anche il dott. Emilio Rocca, dove Catanzaro veniva vissuta in ogni angolo, d’estate non sussisteva la “casa al mare”, e, pertanto, ritornando in città dopo la giornata trascorsa in spiaggia, si aspettavano le 21,30 per poter nuovamente uscire e godere della serata, punto di riferimento era sempre il Caffè Imperiale.

A tal proposito, il signor Monizza, ricorda un altro particolare luogo, il “Giardino d’inverno”, che si trovava difronte il “Galluppi” e costituiva il punto di ritrovo di tantissima gente, con serate speciali passate a suon di musica, dove la loro orchestra si esibiva di frequente. Una serie di scatti in bianco e nero, come espone in video il presidente Lazzaro, descrivono il tenore delle serate, con gli abiti eleganti, con luoghi importanti come l’ albergo “Moderno”, il “Circolo Unione” o il “Comunale” e, naturalmente lo stesso Caffè, sedi di feste e cerimonie. Dopo tanti anni, precisamente nel 2000, l’orchestra venne ricomposta in parte, data la perdita del padre, ma nel 2002, dopo la morte del fratello Pino, fu definitivamente sciolta. Il clou della serata, viene senza dubbio determinato dalla performance del signor Sasà Monizza con due pezzi musicali eseguiti con il sax, di cui uno si riferisce al mitico brano “Sogno”.

Grande commozione s’intravede negli occhi del signor Sasà, ma è anche l’intera platea ad essere emozionata. Con splendide note la serata al Circolo Placanica viene conclusa, chissà se presto si potrà ascoltare nelle sale del Caffè Imperiale dell’ottima musica come quella della mitica orchestra Monizza, sicuramente, nell’animo di tutti i catanzaresi alberga questo forte desiderio.