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Depuratore, i dubbi del Pd e gli interrogativi senza risposta

“Siamo costretti a tornare sull’ormai annosa questione depuratore perché a tutt’oggi persistono aspetti poco chiari sulla gestione della struttura.  Fa bene il nostro consigliere regionale Libero Notarangelo ad entrare nel merito della questione (facendo seguito ad una specifica interrogazione da parte del consigliere comunale di Cambiavento Nunzio Belcaro) ed evidenziando i tanti aspetti dubbi che ormai caratterizzano questa annosa vicenda”. Lo scrive in una nota il coordinamento cittadino del Pd.

“Ad esempio, apprendiamo che per l’ennesima volta (la terza in un anno) è stata prorogata, fino a fine gennaio, la gestione dell’impianto sempre alla stessa ditta. Come già segnalato diversi mesi fa (a giugno per la precisione) in una nostra nota stampa, il comune di Catanzaro non riesce ad avviare la gara d’appalto per l’affidamento dell’impianto abusando dell’istituto della proroga che in realtà dovrebbe essere utilizzata solo in pochi casi eccezionali. A questo punto è chiaro che qualcosa non va, soprattutto se consideriamo che sull’attuale ditta gestore (che tempo fa pare abbia espresso per iscritto la volontà di andare via) pende un rinvio a giudizio proprio per la non corretta gestione dell’impianto. A nostro avviso il Sindaco dovrebbe chiarire cosa impedisce all’Amministrazione Comunale di procedere nel solco della legalità e del rispetto delle regole con la trasparenza richiesta in questi casi. Anche perché le cose da chiarire sulla questione depurazione non sono poche. Ad esempio quanti dipendenti risultano assunti dalla ditta e quanti ne vengono realmente retribuiti dagli uffici comunali?

Inoltre ci viene anche segnalato che da circa un mese non vengono smaltiti i fanghi residui (come dimostrano le foto allegate, dalle quali si evince l’accumulo di fanghi in superficie nelle vasche di clorazione che dovrebbero invece contenere acqua limpida), alcuni dei quali conservati in container parcheggiati (non si sa da quanto tempo) all’interno dell’area del depuratore. A tal proposito sarebbe utile capire, magari visionando i registri di scarico dei fanghi, sempre se la commissione consiliare all’ambiente o qualche consigliere comunale o l’Arpacal o la Guardia Costiera decidano di interessarsene, che fine fanno i residui della depurazione, sempre sperando che non vengano riversati nell’alveo del torrente Corace per poi finire in mare. L’attenzione sullo smaltimento dovrebbe essere massima e costante sia in considerazione del conseguente impatto ambientale che un errato trattamento delle acque potrebbe provocare e sia in considerazione della rilevante quota di costo gravante sulle casse comunali”.

“Crediamo – conclude la nota – che la cittadinanza abbia diritto di sapere e che sia dovere degli amministratori fare chiarezza (soprattutto se sollecitati nel merito) su una questione, quella del depuratore, emblematica e rappresentativa dell’inconsistenza di questa amministrazione di centro destra morente e ormai incapace di amministrare la città”.