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Mare sporco, Riccio raddoppia: “Domani nuovo esposto per il collettore che sversa nel Corace”

Il presidente della commissione consiliare Igiene del territorio: “Da giovedì nessun intervento. Si attivino i cittadini, e il sindaco intervenga”

Hanno mugugnato i bagnanti del mare di Catanzaro, così come hanno protestato i turisti di questa prima settimana di agosto che hanno prenotato sdraio e ombrellone all’hotel con spiaggia a piè di lista: l’acqua stamattina era sporca di quella striscia opaca con bollicine che fa venire in mente tanti pensieri e per lo più poco commendevoli. Complice il soffio di scirocco, la situazione della superficie marina, documentata da numerose foto, è rimbalzata da social a social per rivelarsi se non virale, quantomeno batterica. Protesta ancora una volta il consigliere comunale Eugenio Riccio, presidente della commissione consiliare Igiene del territorio, reduce dal sopralluogo sulla sponda sinistra del Corace altezza pompa di sollevamento che non solleva così come reso con efficacia dalle telecamere di Catanzaroinforma giovedì scorso.

Non lascia, il consigliere, anzi raddoppia: Domattina – ci dice seduto al bar dove si è rifugiato per sfuggire all’onda sudicina – presenterà un ulteriore esposto alle competenti autorità, perché, avendo preso atto che da giovedì, giorno in cui si è recato con i vigili urbani sul posto dello sversamento illecito nel vecchio Corax, con tanto di intervento dell’Asp per i rilievi del caso, nulla si è mosso. “È chiaro – insiste Riccio – che lì arrivano acque nere, logica e coscienza vorrebbero che in presenza di un reato, e lo sversamento di liquami di fogna in alveo fluviale è reato, ci si attivi per porre fine al reato. Non so, ci vorrà una ruspa per dividere acque nere da bianche, un autospurgo per bonificare, magari in più giorni. Certo, bisogna affrontare una spesa niente male, però a questo servono gli interventi di somma urgenza con relativi affidamenti diretti una volta tanto più che giustificati. Guarda caso proprio oggi mare uguale fogna, sporchissimo, con tanti turisti imbestialiti che mi dicono: vengo qui, pago per il servizio di spiaggia e di albergo, è chiaro che non ci ritorno”.

Dopodiché, alcune domande Eugenio Riccio se le pone: “La pompa non funziona, e va bene, anzi male. Competenza comunale? Perché non funziona? Fatto grave. È prevista nel capitolato d’appalto la gestione e la manutenzione alla ditta affidataria? Fatto gravissimo. Il collettore incriminato raccoglie il refluo della zona Pic di Germaneto e quanto si trova nelle vicinanze, Università, Regione e probabilmente tanto altro ancora.Lo so che Università e Regione dicono che loro sono a posto, ma la situazione è talmente inveterata che era sicuramente conosciuta agli addetti ai lavori, e questa consapevolezza unita all’assenza totale di operatività è un fatto gravissimo. Non è possibile che una mattina si deve alzare il consigliere comunale di turno su suggerimento di qualche cittadino di buna volontà, per andare a verificare e denunciare. Dico, gli organi preposti, i dirigenti, dove stanno? Chi deve gestire, che non è la politica, dove sta? Sono pagati anche per questo, soprattutto per questo”.

Che fare? Come agire? ”Come commissione consiliare – aggiorna il presidente della seconda – abbiamo chiesto l’intervento del sindaco, che a questo punto registriamo non esserci stato.Ebbene, lo richiediamo. Questa mattina in mare non si poteva entrare. Non è accettabile. Chi non è in grado di verificare e intervenire, dirigenti e funzionari, venga rimosso. Dobbiamo pensare che fossero tutti al corrente della situazione da tempo. Non è possibile che non fossero a conoscenza. Non può essere la politica ad andare a verificare in una zona impervia dove è difficile arrivare, mettere in opera un blitz che per i gestori dovrebbe essere viceversa azione quotidiana”.

Ma i cittadini, perché sono così inerti rispetto a quanto loro stesso verificano? Da quando abbiamo documentato con servizio e video la situazione in quel tratto di letto fluviale, sui social è un fiorire di foto, video che testimoniano la permanenza da tempo e la conoscenza diffusa del fenomeno. “L’atteggiamento è di totale ignavia – accorda Riccio -. Il cittadino che viene a conoscenza di sversamenti a mare deve denunciare immediatamente. Forse non tutti sanno che per denunciare non deve per forza andare in procura o alla stazione dei carabinieri. Può farlo da casa sua così come usa i social, può farlo con una pec, una mail. Basta andare su Google e digitare: pec procura, pec carabinieri, mail noe, mail nas e inoltrare. Bastano tre secondi e si segnala alle autorità preposte che sono: il sindaco, il prefetto, il nas, il noe. È inutile segnalare mare sporco con foto su Facebook. I cittadini devono assumersi le proprie responsabilità. Così come ho fatto io, ma l’ho fatto da solo. Se lo fanno i cittadini, le denunce saranno centinaia”.